Nota a cura di Chiara Buongiovanni, responsabile Advocacy e Comunicazione SIA.
Social Impact Agenda per l’Italia aderisce alla Dichiarazione di Madrid, l’iniziativa europea che chiede di riconoscere e sostenere esplicitamente l’innovazione sociale nel Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea 2028-2034. Avviata dalla collaborazione tra i Social Innovation Competence Centres europei, la Dichiarazione ha raccolto ad oggi l’adesione di oltre 110 organizzazioni di diversa natura, accomunate dalla richiesta di integrare l’innovazione sociale nell’architettura e negli strumenti finanziari del prossimo bilancio dell’UE.
Fonte: ANFIR – Associazione Nazionale Finanziarie Regionali
La struttura del prossimo bilancio europeo
Il Quadro finanziario pluriennale, o MFF dal più usato Multiannual Financial Framework, è il bilancio di lungo periodo dell’Unione europea. Stabilisce per sette anni i massimali di spesa, le priorità e la struttura dei programmi attraverso cui vengono finanziate le politiche comuni.
La Commissione europea ha presentato nel luglio 2025 la parte principale della proposta per il periodo 2028-2034, completandola nel settembre successivo con un secondo pacchetto di proposte settoriali. Il valore complessivo indicato è di quasi 2.000 miliardi di euro a prezzi correnti.
La nuova architettura riduce il numero dei programmi e organizza la spesa in quattro grandi rubriche (headings): Sostegno a persone, territori e comunità; la Competitività, ricerca e sicurezza; Azione esterna dell’Unione; Funzionamento delle istituzioni europee.
La prima rubrica, che raccoglie quasi la metà del bilancio proposto, ha al centro i Piani di partenariato nazionali e regionali. Ogni Stato membro dovrebbe predisporre un piano unitario, costruito insieme alle autorità regionali e locali e agli altri soggetti interessati, nel quale far confluire investimenti e riforme oggi finanziati attraverso programmi distinti. I Piani di partenariato comprenderebbero le risorse per la coesione economica, sociale e territoriale, l’agricoltura, la pesca, la migrazione, la sicurezza interna e il Fondo sociale europeo. L’erogazione dei finanziamenti sarebbe collegata al raggiungimento di traguardi e obiettivi concordati. All’interno dei Piani, il Fondo sociale europeo dovrebbe sostenere l’occupazione di qualità, le competenze, l’inclusione sociale, le pari opportunità, il contrasto alla povertà e l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali.Alla programmazione nazionale e regionale si affiancherebbe la EU Facility, destinata ad azioni di livello europeo, assistenza tecnica, cooperazione e interventi con valore aggiunto per l’Unione.
La seconda grande area del bilancio riguarda Competitività, ricerca e sicurezza. Il suo principale strumento sarebbe il nuovo Fondo europeo per la competitività, che riunirebbe quattordici programmi esistenti e concentrerebbe il proprio intervento su quattro ambiti: transizione pulita e decarbonizzazione industriale; leadership digitale; salute, biotecnologie, agricoltura e bioeconomia; resilienza, sicurezza, difesa e spazio. Al Fondo per la competitività si affiancherebbe Horizon Europe, il programma quadro per la ricerca e l’innovazione, per il quale la Commissione europea propone una dotazione di circa 175 miliardi di euro.
Le altre rubriche riguardano l’Azione esterna dell’Unione europea e le spese necessarie al Funzionamento delle istituzioni e degli organismi europei.
La struttura del MFF è rilevante perché determina dove sono collocati i diversi obiettivi politici, quali strumenti potranno sostenerli e attraverso quali canali le risorse arriveranno ai territori e agli attori economici e sociali.
L’innovazione sociale nel MFF, ad oggi
È proprio sulla struttura proposta per il prossimo MFF che si pronuncia la Dichiarazione di Madrid.
Il punto di partenza è la constatazione che l’innovazione sociale può contribuire concretamente a molti degli obiettivi già individuati dalla proposta della Commissione europea: diritti sociali, pari opportunità, riduzione della povertà, occupazione di qualità, competenze, coesione territoriale, resilienza e transizioni giuste.
Tuttavia, osservano le organizzazioni firmatarie, l’attuale proposta, pur perseguendo attraverso i suoi principali strumenti numerosi obiettivi per i quali l’innovazione sociale è direttamente rilevante, non la riconosce ancora con altrettanta chiarezza come approccio trasversale all’attuazione.
L’innovazione sociale compare, infatti, in modo esplicito soltanto in forma molto limitata nell’area “Social and Skills”. In questo ambito, la Commissione indica che: “la EU Facility sosterrà l’innovazione nell’economia sociale attraverso la microfinanza e la finanza per le imprese sociali, il sostegno all’economia sociale, alle infrastrutture sociali e all’edilizia sociale e studentesca“.
I principali strumenti operativi del pacchetto, ovvero i Piani di partenariato nazionali e regionali, il Fondo sociale europeo attuato attraverso tali Piani, Horizon Europe, il più ampio quadro per la competitività e il Fondo europeo per la competitività, perseguono già obiettivi ai quali l’innovazione sociale può contribuire direttamente. Tali obiettivi riguardano infatti occupazione di qualità, competenze, inclusione sociale, coesione territoriale, resilienza, transizione verde e digitale e migliore accesso ai finanziamenti per l’innovazione. In queste componenti della proposta, tuttavia, l’innovazione sociale non è ancora definita chiaramente come approccio trasversale per l’attuazione, né dispone di strumenti e risorse chiaramente identificabili per sostenere la sperimentazione e la diffusione su scala delle soluzioni.
Da ciò deriva uno squilibrio strutturale: mentre la proposta riconosce molti degli obiettivi che l’innovazione sociale contribuisce a conseguire, non riconosce con pari chiarezza i metodi, gli attori e i sistemi di supporto necessari per realizzarli.
Cosa chiede la Dichiarazione di Madrid
Per colmare questo divario, attraverso la Dichiarazione congiunta i firmatari formulano cinque richieste rivolte alle istituzioni europee e ai soggetti coinvolti nel negoziato sul prossimo MFF:
1 – Riconoscere l’innovazione sociale come approccio trasversale
La prima richiesta è riconoscere esplicitamente l’innovazione sociale nel prossimo Quadro finanziario, nei suoi orientamenti e nei testi di attuazione come un approccio trasversale alla realizzazione delle politiche europee. Questo riconoscimento dovrebbe trovare spazio nella programmazione, nel monitoraggio e nella valutazione e riguardare ambiti diversi: occupazione, inclusione, istruzione, salute, housing, sviluppo territoriale, partecipazione democratica, resilienza e transizione verde. Non si tratta di introdurre nel bilancio una priorità estranea al suo impianto. La richiesta è di rendere riconoscibile e concretamente utilizzabile un metodo capace di contribuire a obiettivi già presenti nella proposta.
2 – Rendere visibile il sostegno dell’innovazione sociale nei Piani di partenariato e nella EU Facility
La seconda istanza riguarda i Piani di partenariato nazionali e regionali, considerati dalla Dichiarazione una delle principali opportunità per collegare le priorità europee ai bisogni dei territori. Gli orientamenti e i testi di attuazione dovrebbero creare uno spazio esplicito per l’innovazione sociale e permettere ai Centri di competenza, alle organizzazioni della società civile, agli attori dell’economia sociale, agli enti di ricerca e agli intermediari dell’ecosistema di partecipare alla progettazione, all’attuazione, al monitoraggio e alla diffusione delle soluzioni.
Parallelamente, la EU Facility dovrebbe prevedere un quadro più chiaro per le iniziative con valore aggiunto europeo, sostenendo l’apprendimento transnazionale, il trasferimento delle esperienze, la cooperazione interregionale, l’assistenza tecnica e la crescita delle soluzioni più efficaci. Attraverso la Dichiarazione si chiede inoltre una dotazione finanziaria chiaramente identificabile per la cooperazione transnazionale sull’innovazione sociale.
3 – Preservare e rafforzare il sostegno all’innovazione sociale attraverso il Fondo sociale europeo
La proposta della Commissione prevede che almeno il 14% della spesa dei Piani di partenariato sia destinato alle politiche sociali. Secondo i firmatari, questa soglia è positiva, ma non garantisce da sola che una quota delle risorse venga utilizzata per l’innovazione sociale. In assenza di un percorso esplicito, le risorse potrebbero concentrarsi su misure compensative o di breve periodo, lasciando meno spazio a soluzioni preventive, sistemiche e capaci di intervenire sulle cause dei problemi. Si chiede quindi di preservare uno spazio chiaramente identificabile per l’innovazione sociale all’interno del Fondo sociale europeo, comprendendo anche lo sviluppo delle competenze e il sostegno agli ecosistemi.
Come obiettivo quantitativo, si propone di incoraggiare gli Stati membri a destinare almeno il 2-2,5% delle risorse del Fondo sociale europeo a interventi collegati all’innovazione sociale nell’ambito dei Piani di partenariato. La richiesta prende come riferimento l’attuale periodo di programmazione 2021-2027, nel quale le priorità dedicate all’innovazione sociale rappresentano l’1,65% delle risorse complessive del FSE+ e quindici Stati membri si collocano già al di sopra di questa media.
4 – Integrare l’innovazione sociale in Competitività, ricerca e sostegno alle imprese
La quarta istanza riguarda il rapporto tra innovazione sociale e competitività. Nella proposta della Commissione, la priorità assegnata alla competitività, allo sviluppo industriale e alla ricerca è molto forte. Nella Dichiarazione si osserva, tuttavia, che l’innovazione sociale continua a essere considerata prevalentemente come un tema delle politiche sociali, nonostante possa contribuire anche all’occupabilità, all’economia circolare, alle soluzioni digitali, alla transizione verde e alla creazione di nuove forme di valore. I firmatari chiedono quindi che le imprese socialmente innovative, le imprese sociali e gli altri modelli orientati all’impatto siano riconosciuti più chiaramente negli strumenti per la competitività, attraverso l’accesso alla finanza, il sostegno alla crescita, l’ingresso sul mercato e la diffusione delle soluzioni.
Anche Horizon Europe dovrebbe valorizzare in modo più esplicito l’innovazione sociale come parte della capacità innovativa europea, in particolare nei settori collegati alla transizione pulita, all’inclusione e alla qualità del lavoro.
5 – Rafforzare le infrastrutture dell’ecosistema e la misurazione dell’impatto
L’ultima richiesta parte dalla constatazione che l’innovazione sociale non dipende soltanto dai singoli progetti, ma dall’infrastruttura che permette loro di nascere, svilupparsi, essere valutati e crescere in scala ed estensione. Si chiede quindi un sostegno strutturato e pluriennale ai Centri di competenza, agli intermediari di interesse pubblico e alle organizzazioni che offrono accompagnamento, mentoring, costruzione di partenariati, connessione tra ecosistemi, misurazione dell’impatto e assistenza tecnica. Si chiedono inoltre quadri condivisi per la valutazione e l’apprendimento e strumenti finanziari diversificati, che vadano oltre le sovvenzioni tradizionali e accompagnino sperimentazione, trasferimento e crescita su scala. Senza queste infrastrutture, anche le esperienze più promettenti rischiano di rimanere isolate, temporanee o dipendenti da singoli cicli progettuali.
Social Impact Agenda per l’Italia sottoscrive la Dichiarazione di Madrid
SIA si riconosce nella richiesta di integrare l’innovazione sociale in modo trasversale nel prossimo Quadro finanziario pluriennale, considerandone la natura di metodo e approccio idoneo al conseguimento degli obiettivi europei e, di conseguenza, ne ritiene opportuno che le sia riconosciuta una posizione esplicita, strumenti e risorse adeguati nelle diverse linee che compongono il bilancio. La questione non riguarda soltanto la presenza dell’innovazione sociale all’interno delle politiche sociali, riguarda il suo contributo alla coesione, alla competitività, alla ricerca, alle transizioni verde e digitale e alla resilienza dei territori.
La concentrazione di molti fondi nei Piani di partenariato rende essenziale che l’innovazione sociale sia riconosciuta già nelle regole europee e successivamente tradotta nella programmazione nazionale e regionale. In caso contrario, il suo sostegno rischierebbe di dipendere dalle scelte delle singole autorità di gestione, senza garanzia di continuità e senza una strategia comune. Allo stesso tempo, l’integrazione dell’innovazione sociale negli strumenti per la ricerca e la competitività può favorire un dialogo più forte tra innovazione tecnologica, imprese sociali, finanza a impatto, amministrazioni pubbliche, università e Terzo settore.
Per SIA, aderire alla Dichiarazione significa sostenere una visione nella quale l’impatto sociale è una lente strategica e metodologica attraverso cui progettare, finanziare e valutare lo sviluppo europeo e non un elemento accessorio né una semplice compensazione degli effetti della crescita.
Una scelta europea sul futuro delle politiche pubbliche
La Dichiarazione di Madrid è nata dalla collaborazione tra quindici Centri nazionali di competenza per l’innovazione sociale e sessantasei attori dell’ecosistema attivi nella fase iniziale in diciotto Paesi europei. La mobilitazione si è poi ampliata fino a raccogliere ad oggi più di 110 adesioni. Tra i firmatari figurano Centri di competenza, punti di contatto nazionali EaSI, amministrazioni e autorità di gestione, organismi intermedi, università e istituti di ricerca, reti, piattaforme di supporto, organizzazioni non governative e altri attori dell’ecosistema. L’ampiezza e la pluralità delle adesioni mostrano che la richiesta non riguarda la tutela di un singolo settore, ma una scelta più generale sul modo in cui l’Europa intende progettare e finanziare le proprie politiche.
L’iter del MFF
La proposta della Commissione europea è stata presentata nel 2025 e il negoziato dovrebbe svilupparsi principalmente nel corso del 2026. L’obiettivo politico è raggiungere un accordo sul Quadro finanziario pluriennale entro la fine del 2026, così da approvare nel 2027 i regolamenti dei singoli fondi e programmi e prepararne l’attuazione. Il nuovo bilancio dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2028.
𝐒𝐈𝐀 𝟐𝟎𝟑𝟎 è il 𝐛𝐥𝐨𝐠 di Social Impact Agenda per l’Italia sulla 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐃𝐆𝐬.
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