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di Paolo Venturi, Direttore AICCON, Università di Bologna.

Il nichilismo di un dibattito senza uomo

Il dibattito pubblico su intelligenza artificiale e crisi ambientale ha assunto, negli ultimi tempi, i toni di un’escatologia. Da una parte l’ottimismo salvifico di chi affida alla tecnologia la soluzione di problemi che l’uomo non è riuscito a risolvere da solo; dall’altra il catastrofismo di chi vede nell’accelerazione tecnologica e nel collasso ecologico l’anticamera di una fine ormai segnata. Sono narrazioni opposte, ma condividono un tratto che le rende, in fondo, la stessa narrazione.

Entrambe collocano l’uomo fuori dal centro della scena, spettatore di forze (la tecnologia, il clima, il mercato) che agiscono secondo una logica propria, indifferente a qualunque intenzione umana di senso. Questo non è pessimismo, ma nichilismo, come ha ricordato Giovanna Melandri. Una visione che nasce da una visione antropologica ridotta, in cui la persona è pensata come funzione (produttore, consumatore, utente, dato), raramente come soggetto integrale, portatore di desideri, relazioni, un’idea di vita buona che eccede qualunque metrica riesca a contenerla.

Pier Paolo Pasolini lo aveva intuito con largo anticipo, quando descriveva la mutazione antropologica prodotta da un consumismo capace di omologare i valori delle persone assai più in profondità di quanto avesse mai fatto qualunque ideologia dichiarata (Pasolini, Scritti corsari, 1975). Il nichilismo di oggi, sospeso tra salvezza tecnologica e collasso ecologico, ne è per certi versi l’esito più recente.

Non più l’omologazione dei consumi, ma l’esautorazione dell’uomo dal proprio ruolo di soggetto capace di dare senso al cambiamento. È in questo scenario che il tema dell’impatto sociale va ripensato, e non solo aggiornato poiché il suo compito non può limitarsi solo a promuovere “impact score” migliori. L’impatto è, o dovrebbe tornare a essere, parte di una proposta valoriale e politica che rimette al centro la persona nella sua integralità (sociale, economica, culturale, ambientale), la stessa integralità che la tradizione dell’economia civile non ha mai smesso di rivendicare e che l’approccio delle capacitazioni ha tradotto in un criterio operativo: il fine dello sviluppo non è il prodotto, è la libertà sostanziale della persona di vivere la vita che ha ragione di apprezzare (Sen 1999).

Continua a leggere e scarica lo Short Paper “Quando l’impatto diventa economia. Verso una prospettiva eco-sistemica” di Paolo Venturi.

 Questo contributo nasce dalla conversazione avvenuta durante il talk “L’impatto che diventa economia. Modelli e alleanze per cambiare scala” promosso da SIA insieme a Giovanna Melandri, Elena Casolari e Anna Voltolini.

Il talk “L’impatto che diventa economia. Modelli e alleanze per cambiare scala” si è svolto all’interno del percorso “INSIDE IMPACT – Capire per Cambiare”, il nuovo format di Social Impact Agenda per l’Italia, pensato per entrare “dentro l’impatto” e leggere più da vicino le trasformazioni che stanno attraversando i nostri territori, le organizzazioni e le politiche.

Attraverso il confronto con esperti ed esperte, professionisti e professioniste, innovatori e persone che sperimentano sul campo, i talk Inside Impact affrontano temi, progetti ed esperienze concrete per restituire senso alle parole, mettere a fuoco opportunità e criticità e comprendere meglio ciò che sta cambiando.

L’obiettivo è creare uno spazio agile di approfondimento e confronto: capire meglio per orientare, insieme, il cambiamento.

Nel 2026, INSIDE IMPACT accompagna il decimo anno di Social Impact Agenda per l’Italia, ed è realizzato con la collaborazione di giornalisti e giornaliste del Constructive Network APS.

RIVIVI I TALK QUI: socialimpactagenda.it/inside-impact-verso-sia-10

CONTATTI: comunicazione@socialimpactagenda.it

Paolo Venturi

Paolo Venturi è Direttore di AICCON e The Fund Raising School e membro del Comitato Scientifico di Social Impact Agenda per l’Italia.

Docente di imprenditorialità sociale e innovazione sociale presso l’Università di Bologna (CAF in Welfare Community Manager – Master in Economia della Cooperazione) e numerose altre università ed istituzioni.

Componente del Consiglio Nazionale del Terzo settore e del Comitato Scientifico della Fondazione Symbola, Fondazione Unipolis e di Nesta Italia.

Componente del Gruppo di Esperti nominati da Ministero Lavoro, per la realizzazione della strategia italiana per la Terzo Economia, membro della Consulta della cooperazione Regione Toscana e della Consulta della cooperazione sociale della Regione Emilia-Romagna.

Autore di numerose pubblicazioni fra cui “DOVE. La dimensione di luogo che ricompone impresa e società” e “Imprese ibride. Modelli d’innovazione sociale per rigenerare valori” editi da Egea.

Componente del Comitato Scientifico di Corriere Buone Notizie, collabora con numerose testate e blog fra cui Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera e Vita Magazine.