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La nuova rubrica di Social Impact Agenda per l’Italia con RSE, a cura di Cristiano Salvagnin e Matteo Zulianello

Un progetto energetico può essere tecnicamente solido ma incontrare difficoltà nel reperire le risorse necessarie alla sua realizzazione e gestione. Questo vale in particolare nelle CER, dove i fabbisogni finanziari evolvono nel tempo e coinvolgono soggetti diversi. Comprendere il tipo di risorse necessarie, quando servono, chi le mette a disposizione e quali rischi assume è essenziale per individuare strumenti finanziari coerenti con gli obiettivi economici, sociali e ambientali del progetto.

Una mappa per orientare le decisioni

Dall’esigenza di riordinare fasi e necessità nasce questa serie di interventi di RSE per Social Impact Agenda in cui proviamo ad analizzare i fabbisogni finanziari delle CER lungo il loro ciclo di vita, proponendo una lettura utile a promotori, investitori e decisori pubblici. Questo primo contributo introduce le diverse fasi evolutive di una CER e le relative criticità economico-finanziarie. Per ciascuna fase vengono distinti fabbisogni, ostacoli e rischi, mentre i successivi approfondimenti presenteranno strumenti finanziari e casi studio.

Fase 1: Ideazione e fattibilità

È il momento di avvio, in cui qualcuno decide di voler avviare una comunità energetica. La fase di ideazione e prefattibilità è guidata dal promotore, che definisce obiettivi e finalità della CER, definisce un progetto per coinvolgere i potenziali membri e verifica la fattibilità tecnica, normativa ed economica dell’iniziativa. In questa fase vengono definiti i fabbisogni e le necessità, analizzati consumi, siti disponibili e requisiti territoriali per stimare produzione, energia da mettere in condivisione e sostenibilità del progetto, valutando anche la forma giuridica più adeguata. In questa fase vengono inoltre definiti i criteri di allocazione dei costi e dei benefici, che incidono sulla percezione di equità e sulla stabilità della comunità nel lungo periodo. Il principale fabbisogno riguarda la realizzazione di studi, consulenze, iniziative di comunicazione e presentazione dell’iniziativa, fino ad arrivare alla progettazione preliminare. L’ostacolo è reperire risorse per attività che non generano ancora ricavi, mentre il rischio è che vincoli tecnici, normativi o una partecipazione insufficiente rendano il progetto non realizzabile. Per questo motivo è opportuno adottare criteri prudenziali e indicatori utili a valutarne la sostenibilità complessiva.

Fase 2: Costituzione e sviluppo operativo

In questa fase la configurazione individuata nello studio preliminare viene trasformata in un progetto di investimento concreto. Parallelamente alla costituzione del soggetto giuridico, vengono definiti governance, rapporti con il GSE, progettazione esecutiva, autorizzazioni e realizzazione degli impianti. Il principale fabbisogno finanziario riguarda tutti gli investimenti necessari per arrivare all’operatività: impianti, eventuali sistemi di accumulo, costi di connessione alla rete. Occorre individuare chi realizza l’investimento, chi detiene la proprietà degli asset e se ricorrere al debito, verificando la capacità dei flussi attesi di sostenerne il rimborso. La struttura finanziaria influenza sia la rischiosità del progetto sia la quota di valore effettivamente distribuibile ai membri e deve quindi essere valutata insieme alla sostenibilità economica e sociale dell’iniziativa. In questa fase, occorre inoltre consolidare la base sociale, necessaria al raggiungimento degli obiettivi definiti nello statuto.

Fase 3: Gestione e consolidamento

Con l’avvio della configurazione, amministrazione, manutenzione e gestione economica e societaria diventano attività continuative. La comunità monitora produzione, energia condivisa e risultati economici, confrontandoli con le previsioni per individuare eventuali scostamenti. In questa fase assumono rilievo la gestione degli ingressi e delle uscite dei membri e la valutazione di nuovi investimenti, come impianti, sistemi di accumulo o l’individuazione di soluzioni alternative alla semplice remunerazione per la vendita dell’energia, come per esempio la partecipazione ai mercati della flessibilità. Il fabbisogno finanziario riguarda spese operative, manutenzione, liquidità e accantonamenti per eventi straordinari. Tali costi dovrebbero essere coperti dai ricavi derivanti dalla vendita dell’energia, dagli incentivi sulla condivisione e dagli eventuali servizi offerti ai membri della comunità. I principali rischi derivano da variazioni nella produzione, nei consumi, nel quadro normativo o nei criteri di ripartizione dei benefici. Lo storico operativo costituisce inoltre una base utile per aggiornare le valutazioni economiche e supportare decisioni di investimento future.

Fase 4: Maturità e preparazione alla fase post incentivo

Con il raggiungimento della maturità operativa, l’attenzione si sposta dalla gestione corrente alla sostenibilità di lungo periodo della configurazione. La comunità deve valutare le potenzialità di crescita, pianificare il rinnovo degli impianti, la sostituzione delle componenti giunte a fine vita utile e la continuità dei benefici per i membri. Parallelamente, occorre prepararsi alla progressiva scadenza degli incentivi e valutare la sostenibilità economica del progetto in un contesto caratterizzato da ricavi più incerti. Il fabbisogno finanziario riguarda investimenti di rinnovo, adeguamenti tecnologici e nuovi interventi, da sostenere anche attraverso riserve accumulate nel tempo.  In questa fase assume un ruolo strategico la valutazione di opportunità capaci di rafforzare la sostenibilità economica della configurazione nel lungo periodo, tra cui l’evoluzione dei sistemi di accumulo e dei mercati della flessibilità, e la definizione di una strategia in grado di garantire valore alla comunità anche nella fase post-incentivo.

Collegare finanza e impatto lungo il percorso

La scelta degli strumenti finanziari deve essere coerente con i fabbisogni, i rischi e gli obiettivi che caratterizzano le diverse fasi del ciclo di vita di una CER. Contributi pubblici, conferimenti dei membri, debito e strumenti innovativi possono svolgere ruoli differenti a seconda del contesto. La loro efficacia va valutata non solo in termini economico-finanziari, ma anche rispetto alla capacità di favorire accessibilità, equità nella distribuzione dei benefici e impatti sociali e ambientali. I prossimi contributi approfondiranno le singole fasi e gli strumenti applicabili.

Cristiano Salvagnin

Cristiano Salvagnin è un ricercatore economico presso RSE S.p.A. dove si occupa di Comunità Energetiche Rinnovabili, modelli economici e strumenti finanziari a supporto del loro sviluppo. Ha conseguito un dottorato in Analytics for Economics and Management presso l’Università degli Studi di Brescia, nell’ambito dei metodi e modelli per la finanza, l’energia e l’ambiente. La sua attività di ricerca integra analisi quantitativa e modellazione economico-finanziaria per studiare i mercati energetici e supportare la transizione energetica.

Matteo Zulianello

Matteo Zulianello è responsabile del gruppo di ricerca “Utente al Centro” in RSE S.p.A., dove coordina un team di lavoro dedicato a favorire la partecipazione dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nel processo di transizione energetica. Da diversi anni lavora per favorire lo sviluppo delle CER, dialogando con stakeholder nazionali pubblici e privati.