di Chiara Buongiovanni, Responsabile Advocacy e Comunicazione SIA 

SIA nello lo studio promosso da Commissione europea e BEI

“Italia 90/10 – Una via per la finanza a impatto” è il progetto di ricerca e advocacy di SIA – Social Impact Agenda per l’Italia nell’ambito dello studio europeo “90/10 Solidarity Funds: Replicating the French Model”, promosso da Commissione europea e Banca europea per gli investimenti (BEI) e coordinato da FAIR, partner francese di GSG Impact insieme ai partner nazionali in Belgio, Paesi Bassi e Spagna.

Lo studio nasce con l’obiettivo di esplorare la replicabilità del modello francese dei fondi 90/10 nei diversi contesti nazionali. L’interesse di Bruxelles per il modello è alto, tanto che i fondi 90/10 sono esplicitamente richiamati nella recente revisione del Piano d’azione europeo per l’economia sociale.

Il cuore del percorso italiano è la ricerca “Il modello francese dei fondi 90/10: una possibile applicazione in Italia”, a cui SIA sta lavorando attraverso un confronto approfondito con gli stakeholder: dai fondi pensione alle organizzazioni sindacali e datoriali, dai soggetti dell‘offerta di capitale a impatto a quelli della domanda, includendo i soggetti istituzionali.

“Con il progetto ‘Italia 90/10’, introduciamo per la prima volta nel nostro Paese un’analisi sistematica e corale su un modello che ha già dimostrato grande valore in Francia e che oggi si offre come una promettente frontiera per la nostra finanza a impatto. Non si tratta di una trasposizione meccanica, ma di una sfida di adattamento che mira a valorizzare le peculiarità del nostro sistema economico e sociale. Il potenziale di questa iniziativa risiede nella capacità di far dialogare in modo strutturato la gestione attenta del risparmio di lungo periodo con le necessità dell’economia sociale. Il modello francese dimostra infatti che integrare una quota di capitale paziente e a impatto all’interno di portafogli liquidi permetterebbe di testare nuove forme di generazione di valore, garantendo al contempo il rispetto del dovere fiduciario verso i sottoscrittori. In questa fase di studio e confronto, l’obiettivo è costruire le basi di un terreno comune di confronto affinché l’intero comparto degli investitori istituzionali e il mondo della previdenza possano convergere con l’economia sociale verso una visione comune, capace di generare benefici tangibili per l’intero sistema socio-economico del nostro Paese”, spiega Anna Voltolini, Segretaria Generale SIA.

I fondi 90/10: l’esperienza consolidata in Francia

Il modello cosiddetto 90/10 combina, all’interno di un unico veicolo, una quota prevalente investita in asset liquidi (ESG) e una quota minoritaria destinata a investimenti a impatto sociale. Nel caso francese, la parte liquida consente di mantenere una struttura compatibile con esigenze di rendimento, diversificazione e gestione del rischio, mentre la componente solidale (10%) indirizza capitale paziente verso imprese e organizzazioni dell’economia sociale.

Uno degli elementi distintivi dell’esperienza francese è la presenza di un sistema di riconoscimento e garanzia: da un lato, le etichette sui prodotti finanziari, come il label Finansol, contribuiscono a qualificare e rendere trasparenti i fondi solidali; dall’altro, l’accreditamento dei soggetti destinatari della quota solidale — in particolare attraverso lo status ESUS (Entreprise Solidaire d’Utilité Sociale) — aiuta a definire il perimetro delle organizzazioni eleggibili per il 10%.

Questa architettura ha contribuito a costruire fiducia tra risparmiatori, gestori e istituzioni, rendendo più chiaro sia che cosa possa essere considerato investimento solidale, sia quali caratteristiche debbano avere i soggetti finanziati. In Francia, il modello si è sviluppato progressivamente grazie a un percorso normativo e di mercato che ha permesso di canalizzare risorse significative verso imprese e organizzazioni dell’economia sociale. Oggi i fondi 90/10 rappresentano un mercato consolidato, con oltre 20 miliardi di euro di patrimonio gestito e una diffusione ampia tra i risparmiatori, in particolare attraverso il canale del risparmio previdenziale e salariale.

Prospettive italiane per il modello 90/10, esplorazioni in corso

Nel contesto italiano, il percorso di ricerca avviato da SIA si concentra sull’approfondimento delle possibili modalità di adattamento del modello, più che su una sua semplice replica. Anche in Italia, la fase di confronto sta registrando un forte interesse da parte degli stakeholder coinvolti, confermando la rilevanza del tema per l’ecosistema nazionale.

Tra le strade di lavoro emergono il ruolo potenziale del risparmio previdenziale e del TFR (Trattamento di fine rapporto), la definizione della componente destinata agli investimenti a impatto e la costruzione di veicoli e intermediari adeguati. Un tema centrale riguarda il rapporto con il dovere fiduciario degli investitori, in particolare previdenziali: qualsiasi soluzione dovrà infatti dimostrare di essere compatibile con gli obiettivi di rendimento, gestione del rischio e liquidità, oltre che con la responsabilità verso gli iscritti.

In questo senso, la componente a impatto non può essere percepita come una deviazione dal mandato, ma deve potersi integrare in modo coerente all’interno delle strategie di investimento di lungo periodo. In questo quadro, il ruolo di catalizzatori pubblici e istituzionali appare particolarmente rilevante: strumenti di accompagnamento, chiarimenti regolamentari, meccanismi di mitigazione del rischio o la presenza di investitori di riferimento possono contribuire a ridurre le barriere percepite e rendere il modello più accessibile e allocabile per gli investitori istituzionali.

Gruppo di Lavoro SIA ITALIA 90/10

Questi temi sono al centro del Gruppo di Lavoro SIA sui Fondi 90/10, che ha preso l’avvio nel mese di aprile come uno spazio di confronto tra attori finanziari e previdenziali, istituzionali e dell’economia sociale ed esperti di diritto. L’obiettivo è raccogliere prospettive diverse, mettere a fuoco opportunità e criticità e contribuire alla costruzione di una base comune di conoscenza sul possibile sviluppo del modello in Italia.

Il lavoro prosegue con ulteriori momenti di approfondimento e confronto con gli stakeholder coinvolti, sul livello nazionale ed europeo. Gli elementi raccolti contribuiranno alla definizione del quadro italiano all’interno del percorso europeo dedicato alla possibile replicabilità del modello 90/10.

𝐒𝐈𝐀 𝟐𝟎𝟑𝟎 è il 𝐛𝐥𝐨𝐠 di Social Impact Agenda per l’Italia sulla 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐃𝐆𝐬.

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