Nota di Chiara Buongiovanni, responsabile Advocacy e Comunicazione SIA
Social Impact Agenda per l’Italia (SIA) ha inviato la propria nota di contributo alla seconda fase di consultazione sul Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale promosso dal Ministero delle Economia e delle Finanze (MEF). Il documento offre una lettura costruttiva della versione aperta dal Ministero alla consultazione pubblica e individua alcuni ambiti prioritari in cui la finanza a impatto può contribuire alla realizzabilità e all’efficacia del Piano.
Nel suo complesso, SIA legge il Piano d’Azione come una cornice strategica da cui far emergere iniziative capaci di attivare ecosistemi territoriali, rafforzare la collaborazione tra attori pubblici e privati e consolidare una prospettiva d’impatto nelle politiche economiche e sociali. Le proposte avanzate puntano a trasformare gli indirizzi del Piano in percorsi concretamente attuabili, sostenuti da strumenti finanziari adeguati, partenariati evoluti e un utilizzo più ampio e aperto dei dati pubblici.
Come ha sottolineato Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia, “Il Piano offre un’opportunità per ripensare le infrastrutture sociali del Paese e garantire l’accesso ai servizi di welfare, educazione, lavoro e cultura in un contesto segnato dall’aumento delle disuguaglianze. Di fronte alla dimensione degli investimenti richiesti, le sole risorse pubbliche non saranno sufficienti. In questo scenario, la finanza a impatto può contribuire ad attrarre nuovi capitali verso iniziative di portata sistemica“.
È prioritario creare lo spazio dove questo possa avvenire, e come ha specificato il Presidente Granata, intervenendo ai recenti lavori dell’Assemblea Nazionale ANCI: “sono proprio istituzioni nazionali come Cassa Depositi e Prestiti che possono assumere un ruolo di leadership nel catalizzare ulteriori investitori e sostenere sperimentazioni capaci di generare impatti concreti per comunità e territori”.
Una base strategica che apre spazi di azione
Nella sua analisi, SIA riconosce con favore che la prima versione del Piano integra, in più punti, una prospettiva di impatto: dall’attenzione agli strumenti finanziari innovativi alla misurazione dei risultati, dal rafforzamento delle competenze alla co-progettazione con gli stakeholder.
Allo stesso tempo, SIA sottolinea che proprio per la sua natura, strategica e di indirizzo, il Piano può diventare un quadro entro cui sviluppare sperimentazioni, partenariati e modelli operativi in grado di tradurre le linee guida in risultati concreti sui territori.
La nota quindi individua tre aree tematiche ad alto potenziale di sperimentazione e due abilitatori trasversali fondamentali per sostenere l’attuazione del Piano.
Rigenerazione e valorizzazione del patrimonio pubblico
Il Piano individua la valorizzazione del patrimonio pubblico come ambito di innovazione sociale e partenariato.
SIA propone di introdurre un Outcome Fund per la rigenerazione e l’abitare, ispirato ai modelli internazionali di Outcome Partnership.
L’Outcome Fund consentirebbe di:
– combinare risorse pubbliche e capitali privati;
– orientare gli interventi a risultati misurabili su ambiti attualmente in cima alle agende politiche europee e nazionali (inclusione abitativa, rigenerazione urbana, sviluppo territoriale)
– lavorare in ottica di integrazione rispetto a strumenti esistenti come PNRR, FESR e InvestEU
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Il Piano riconosce esplicitamente la rilevanza delle CER, pur non approfondendo strumenti e modelli per sostenerne la scalabilità e la diffusione. SIA rileva le difficoltà reali oggi riscontrate:
– complessità tecnico-burocratica;
– modelli economici non sempre sostenibili;
– difficoltà di raccolta capitali per le fasi iniziali.
Per questo propone la creazione di un gruppo di lavoro nazionale “CER Impact”, composto da istituzioni, operatori, enti locali e investitori.
Il gruppo avrebbe il compito di definire:
– strumenti di blended finance dedicati;
– modelli di PPP applicabili alle CER;
– base comune di indicatori di impatto sociale e ambientale;
– linee guida nazionali che rendano replicabili le esperienze territoriali.
Le CER sono presentate infatti come piattaforme territoriali capaci di generare coesione, inclusione e benefici ambientali.
Finanza a impatto e investitori istituzionali
Il Piano prevede il possibile coinvolgimento di investitori istituzionali.
SIA propone di introdurre in Italia un modello di risparmio solidale, ispirato alle esperienze europee, basato su:
– una quota minima di investimenti in fondi a impatto;
– incentivi fiscali dedicati;
– presenza di investitori istituzionali come “ancoraggio”.
L’obiettivo è creare un mercato nazionale di capitale paziente e orientato all’impatto, a beneficio delle imprese dell’economia sociale.
Open data come infrastruttura del Piano
Il Piano richiama il ruolo dei partenariati, SIA propone di sviluppare:
– PPP a impatto integrati con i fondi strutturali;
– modelli blended finance per rigenerazione, innovazione sociale e transizione verde;
– strutture che colleghino i risultati sociali agli investimenti territoriali.
Questa proposta orienta un’indicazione generale del Piano verso un meccanismo operativo già diffuso in vari Paesi UE.
PPP a impatto e politiche di coesione
La piattaforma informativa prevista dal Piano è considerata un elemento centrale.
SIA propone che:
– i dati siano pubblicati in formato open e interoperabile;
– vengano adottati standard aperti internazionali;
– la piattaforma diventi un bene pubblico digitale, utile per valutazione,
monitoraggio e progettazione.
Non si tratta di un’area di sperimentazione, ma di una leva strutturale per abilitare tutto il Piano.
Enforcement e governance
Infine, e con effetto sull’intero Piano, SIA sottolinea che l’impianto generale possa essere rafforzato attraverso:
– una timeline pluriennale con tappe verificabili;
– risorse e canali di finanziamento dedicati;
– un sistema integrato di governance e monitoraggio;
– indicatori coerenti con ESRS, SDG Impact Standards (UNDP) e linee guida OCSE.
L’obiettivo è collegare strumenti e risultati e abilitare un processo di apprendimento continuo.
L'impegno di Social Impact Agenda per l'economia sociale
Il contributo di Social Impact Agenda per l’Italia evidenzia come il Piano nazionale per l’economia sociale possa diventare una leva concreta per ripensare le infrastrutture sociali del Paese, attrarre nuovi capitali e attivare collaborazioni pubblico–private orientate all’impatto.
Le proposte avanzate da SIA si concentrano su alcuni elementi chiave: strumenti finanziari innovativi per la rigenerazione del patrimonio pubblico; modelli replicabili per la crescita delle Comunità Energetiche Rinnovabili; un mercato nazionale di risparmio solidale; partenariati pubblico-privati ad impatto integrati con i fondi europei; un ecosistema di open data realmente abilitante.
Tutti aspetti che puntano a rendere il Piano non solo un documento di indirizzo, ma un motore di sperimentazione, apprendimento e scalabilità.
In questa direzione, SIA conferma il proprio impegno come piattaforma nazionale capace di favorire l’incontro tra istituzioni, investitori, imprese sociali e comunità, promuovendo percorsi di sperimentazione, modelli finanziari innovativi e partnership a impatto. Un ruolo che SIA continuerà a svolgere per contribuire alla crescita di un’economia sociale più forte, più inclusiva e capace di generare valore per i territori.
𝐒𝐈𝐀 𝟐𝟎𝟑𝟎 è il 𝐛𝐥𝐨𝐠 di Social Impact Agenda per l’Italia sulla 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐃𝐆𝐬.
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