Nota di Chiara Buongiovanni, Advocacy & Comunicazione, SIA.
Social Impact Agenda per l’Italia (SIA) ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea sul nuovo Action Plan per l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali (EPSR), sottolineando che la finanza a impatto può essere lo strumento per rendere gli ambiziosi obiettivi sociali europei al 2030 parte integrante dei piani di sviluppo dell’Unione europea.
Il Pilastro europeo dei diritti sociali (in breve)
Proclamato nel 2017, il Pilastro europeo dei diritti sociali definisce 20 principi fondamentali per garantire pari opportunità, condizioni di lavoro eque, protezione sociale e inclusione. Entro il 2030 l’UE si è posta tre target misurabili:
– raggiungere un tasso di occupazione del 78%;
– coinvolgere almeno il 60% degli adulti in attività di formazione annuale;
– ridurre di 15 milioni il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale.
Il monitoraggio dell’attuazione avviene attraverso il Social Scoreboard e il Semestre europeo, mentre strumenti finanziari come FSE+, InvestEU e i Piani nazionali di ripresa e resilienza sostengono le riforme e gli investimenti degli Stati membri.
Il Pilastro tra politiche e fondi europei
L’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali non si sviluppa in maniera isolata, ma si intreccia con le principali strategie e strumenti finanziari dell’Unione. Sul piano delle politiche, il Pilastro trova applicazione trasversale nel Semestre europeo, che orienta le riforme strutturali degli Stati membri, e si collega a priorità strategiche come il Green Deal, l’Agenda per le competenze e le politiche industriali e digitali.
Sul piano dei fondi, gli Stati membri sono sostenuti attraverso risorse dedicate, in particolare il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), il programma InvestEU – che include la Social Investment and Skills Window (social window) per finanziare competenze, innovazione sociale e imprese sociali – i Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR). Altri strumenti tematici come il Fondo per l’Innovazione, possono avere intersezioni rilevanti con l’EPSR .
Questa integrazione rende il Pilastro non solo una cornice di diritti, ma un driver concreto delle politiche e degli investimenti europei, capace di orientare sia le strategie sia le risorse verso obiettivi di equità, occupazione e inclusione sociale.
Perché serve la finanza a impatto
SIA sottolinea come la finanza a impatto rappresenti un ponte strategico tra politiche sociali e capitali, capace di allineare i flussi finanziari alle priorità dell’Unione europea.
Questa prospettiva poggia su un mercato europeo degli investimenti a impatto in asset non quotati stimato in circa 190 miliardi di euro, con una crescita costante (“The Size of Impact” , European Impact Investing Consortium 2024).
I criteri che distinguono la finanza a impatto dalle pratiche ESG o dalla finanza sostenibile, la rendono infatti l’approccio più adatto a trasformare i principi del Pilastro in risultati concreti, facendo leva su:
Intenzionalità: investire con l’esplicito obiettivo di generare impatti sociali o ambientali positivi;
Addizionalità: creare risultati che altrimenti non si realizzerebbero, mobilitando nuove risorse;
Misurabilità: monitorare e rendicontare gli esiti, garantendo trasparenza e miglioramento continuo.
Messaggi chiave, linee di lavoro
Nella sua risposta alla consultazione, SIA ha evidenziato alcune principali linee di lavoro da integrarsi nel Piano di azione:
1 – Riconoscere la finanza a impatto come leva per la crescita inclusiva e sostenibile, legando stabilità finanziaria e risultati sociali.
2 – Valorizzare il principio di addizionalità, così da rafforzare l’efficacia della spesa pubblica e mobilitare risorse private e filantropiche.
3 – Sistematizzare e favorire la diffusione di pratiche già attive, dai social impact bond agli outcomes fund, fino alle strategie nazionali di innovazione sociale, per costruire su quanto già realizzato.
4 – Coinvolgere le imprese, non solo le “imprese sociali”, favorendo la transizione verso modelli di business nativamente orientati all’impatto , per trasformare intere filiere industriali, in linea con le direttive europee su sostenibilità e due diligence.
5 – Promuovere strumenti ibridi e innovativi, integrando la finanza a impatto con politiche come InvestEU, il Fondo per l’Innovazione e le iniziative del Green Deal.
Verso un nuovo Action Plan europeo
Le raccomandazioni avanzate da SIA mirano a fare della finanza a impatto un abilitatore trasversale del nuovo Action Plan, attraverso:
- incentivi fiscali e normativi a livello nazionale;
- outcomes fund europei mirati a occupazione giovanile, long-term care e sviluppo delle competenze;
- standard condivisi di misurazione dell’impatto;
- partenariati multi-stakeholder tra economia sociale, imprese tradizionali, istituzioni finanziarie e pubbliche amministrazioni.
Un’opportunità che richiede visione e integrazione
L’integrazione della finanza a impatto nel nuovo Action Plan rappresenta un’opportunità cruciale, ma non priva di sfide. La pluralità di attori coinvolti – dalle istituzioni europee agli Stati membri, dal settore privato alla società civile – rende il processo complesso e multilivello. Inoltre, il Pilastro deve confrontarsi con scenari in continua evoluzione: il rallentamento economico, le transizioni digitale e verde, le crescenti disuguaglianze e i vincoli di finanza pubblica a cui si aggiungono elementi di incertezza e difficoltà legati agli scenari di guerra e al contesto geopolitico attuale.
In questo contesto, la finanza a impatto non è una soluzione automatica, ma un abilitatore strategico capace di orientare le risorse verso risultati misurabili, integrando strumenti e politiche diverse. Il suo valore sta nella capacità di rendere più efficace l’azione pubblica, mobilitare capitali privati e creare alleanze inedite tra stakeholder.
Solo se inserita in un approccio sistemico e improntato a principi e pratiche di reale collaborazione tra i soggetti e co-creazione, la finanza a impatto potrà contribuire a rafforzare il Pilastro europeo dei diritti sociali come quadro vivo e trasversale, in grado di coniugare crescita, competitività e diritti sociali. In questo modo, l’Europa potrà consolidare un modello di sviluppo che, pur tra complessità e tensioni, continui a mettere al centro le persone e la coesione sociale.
𝐒𝐈𝐀 𝟐𝟎𝟑𝟎 è il 𝐛𝐥𝐨𝐠 di Social Impact Agenda per l’Italia sulla 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐃𝐆𝐬.
Pensieri, analisi e proposte per una nuova finanza a beneficio delle persone, delle comunità e del pianeta.
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