Nota di Chiara Buongiovanni, Advocacy & Communication SIA.
“C’è molto da riparare e rilanciare e nessuno può farlo da solo: non la finanza, non le imprese, non il pubblico. Negli ultimi dieci anni abbiamo costruito un vocabolario e abbiamo gettato le basi di una cultura comune, ora dobbiamo entrare nei processi decisionali dell’investimento, e la realtà pubblica non deve stare a guardare. Non solo abbiamo bisogno che qualcosa accada, ne abbiamo l’urgenza. Su questa urgenza SIA si mette a disposizione per costruire filiere industriali orientate alla generazione di impatto sociale e ambientale positivo. Occupiamoci di ciò che può accadere e facciamolo insieme”. Così Stefano Granata, neo – presidente di Social Impact Agenda per l’Italia (SIA ) in chiusura dell’evento “AGENDA 2030. Politiche e investimenti per gli SDGs“, organizzato da SIA lo scorso 17 luglio presso la sede di Cassa Depositi e Prestiti a Roma, con la collaborazione di CDP, UNDP e UNPRI. La giornata ha rappresentato la tappa conclusiva del percorso “Agenda 2030 – Mind the investment gap!”, nato per approfondire l’approccio di finanza a impatto come risposta al divario tra obiettivi dichiarati e risultati concreti nel campo dello sviluppo sostenibile, e ha permesso un confronto a più voci per tracciare la rotta operativa dei prossimi mesi e anni per l’ecosistema impact nazionale.
Contesto: ritardi, risorse e disallineamenti
A meno di cinque anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, il mondo è fortemente in ritardo: solo il 15% degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è in linea con i target previsti, mentre oltre un terzo registra valori peggiori rispetto al 2015¹. Il gap di finanziamento annuale supera i 4 trilioni di dollari². Eppure, le risorse non mancano: basterebbe reindirizzare anche solo l’1% della ricchezza finanziaria globale per colmare questo divario³. La sfida non è dunque solo quantitativa, ma di sistema: occorre riallineare capitali, regole e incentivi agli obiettivi di sostenibilità. A ricordarlo è Federica Rampinini, Responsible Investment Manager, Southern Europe, United Nations Principles for Responsible Investments (UNPRI), citando gli impegni del recente Compromesso di Siviglia, sottoscritto in occasione della FFD4 – Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo, in cui – oltre alla centralità delle riforme e all’attenzione al clima – si sottolinea la volontà di adottare indicatori che vadano finalmente oltre il PIL e l’attenzione alle economie locali. Un accento necessario e preoccupante sulla situazione italiana: il nostro Paese è al 22° posto in Europa con riferimento agli indicatori dell’Agenda 2030, con ben il 23% della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale (2024, dati Istat) contro l’8,2% della media europea.
Superare le barriere, questione di metodo
A sottolineare l’importanza di un approccio di lavoro condiviso e integrato, Anna Voltolini, Segretaria generale SIA che ha ricordato l’impegno dell’Associazione su base nazionale e nella rete globale GSG Impact, di cui Social impact Agenda per l’Italia rappresenta il National Partner, contestualizzando così la giornata di lavori ospitata da CDP, organizzazione socia del network SIA e riferimento centrale nell’ecosistema economico-finanziario.. Dalla cultura, ai processi, dalle regole ai metodi fino a un vocabolario condiviso le barriere su cui lavorare sono di varia natura ma superabili con un impegno serio e sistemico, ha testimoniato Andrea Montanino, Direttore Strategie Settoriali e Impatto di CDP, che ha confermato come l’analisi delle esternalità generate da un’operazione finanziaria sia ormai parte del linguaggio di CDP e come questo abbia richiesto lo sviluppo di metodologie rigorose e un cambiamento culturale. “Si tratta di capire che generare risultati positivi non è un effetto collaterale, ma è ciò che rende sostenibile nel lungo periodo un finanziamento o un investimento”, ha concluso.
Investimenti e politiche per gli SDGs: dove siamo, dove andiamo
Importanti voci dall’ecosistema nazionale hanno portato il loro contributo nella tavola rotonda moderata dal direttore Milano Finanza, Roberto Sommella. Obiettivo: individuare direzioni prioritarie per invertire, rapidamente e con visione condivisa, la rotta.
Giovanna Melandri, Presidente, Human Foundation e past president SIA ha messo subito al centro il tema della finanza c.d. 3D capace cioè di integrare le dimensioni di rischio, rendimento e impatto, sottolineando l’importanza di strategie d’impatto integrate, in linea con la logica europea e al tempo stesso superando il mero approccio di compliance. Ha evidenziato la competitività comprovata delle imprese a impatto, il ruolo cruciale della misurazione per la gestione del rischio e ha invocato un maggiore coinvolgimento di fondi pensione e investitori istituzionali nella finanza sostenibile e a impatto, anche spingendo il Governo italiano in questa direzione.
Stefanie Kneer, Responsabile Sostenibilità, Three Hills ha presentato l’approccio di impact investment adottato dalla sua realtà, con 3 miliardi di AuM, basato su una forte integrazione tra sostenibilità e value creation lungo il ciclo di investimento. Ha segnalato le difficoltà attuali nel mercato, soprattutto per via della mancanza di chiarezza regolatoria ma anche le opportunità di posizionamento strategico per l’industria dell’impact investing europeo grazie al contesto policentrico globale. Ha ribadito l’urgenza di attrarre capitale privato e pubblico per dare risposte concrete alle sfide sociali e ambientali.
Riccardo Viani, Responsabile Finanza Strutturata e Advisory, Mediocredito Centrale ha condiviso come l’adozione di parametri ESG stia già trasformando la governance bancaria, evidenziando l’esperienza di strumenti attivati da MCC come social bond, ESG loan, fondo di garanzia. Ha ribadito l’importanza crescente degli indicatori di sostenibilità per evitare fenomeni di green/social washing, citando esempi di ambiti di interesse prioritario su cui MCC sta lavorando, come i progetti CER (comunità energetiche rinnovabili) interessanti nell’ottica dell’Istituto per contrastare l’instabilità dei prezzi energetici e per attivare allo stesso tempo impatti positivi di natura sociale sui territori.
Massimo Giusti, Presidente, Sefea Impact e Forum Finanza Sostenibile ha portato l’esperienza di un fondo a impatto italiano, e ha richiamato l’attenzione sul valore dell’engagement anche verso il settore pubblico (con lo Stato italiano oltre che con le imprese). Ha proposto di coniugare l’esperienza dei green bond con quella degli investimenti pubblici e di iniziare a ragionare in chiave innovativa anche rispetto alla gestione del debito pubblico. Ha infine sottolineato il ruolo della finanza sostenibile anche in ottica di educazione per una nuova cittadinanza, proponendo di portarne l’insegnamento nelle scuole.
Veronica Nicotra, Segretaria generale, ANCI ha messo in evidenza il ruolo chiave dei Comuni nel contribuire all’Agenda 2030, in particolare attraverso la messa a terra del PNRR, con interventi ad esempio su mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e parità di genere. Ha difeso il modello PNRR come esempio virtuoso, anche grazie all’affermazione di obbligatorietà del principio del “non arrecare danno significativo” che ha innescato un modo di progettare e agire diverso. Ha espresso preoccupazione per il taglio degli investimenti locali (8 miliardi di tagli per gli investimenti comunali nell’ultima legge di bilancio) e sottolineato l’urgenza di coinvolgere capitali privati verso progetti che guardano agli obiettivi dell’Agenda 2030, a partire dai progetti avviati con il PNRR. A fronte di un contesto di vincoli di bilancio sempre più stringenti, ha aperto una finestra di riflessione necessaria sui fondi di coesione, dal punto di vista della nuova governance ma anche della difficoltà di spesa dell’Italia (ad oggi solo il 6% dei circa 85 miliardi per il settennato 2021- 2027).
Gabriele Sepio, Fondazione Terzjus ETS, Coordinatore Tavolo MEF Economia Sociale ha presentato lo stato dell’arte dei lavori sul Piano d’Azione per l’economia sociale, che mira a contaminare il sistema con strumenti e regole specifiche, anche attraverso incentivi fiscali strutturali per gli enti che reinvestono in modo stabile nell’interesse collettivo. Ha ribadito la necessità di un ecosistema regolatorio permanente e premiale a sostegno delle oltre 5000 imprese sociali già attive in Italia.
Andrea Ferrazzi, Responsabile Rapporti Istituzionali, ASviS ha richiamato la necessità di ripensare la narrazione sulla sostenibilità, ribaltando l’idea che la transizione sia un costo, e mostrando invece quanto costi l’inazione. Ha
sottolineato la connessione tra competitività e sostenibilità, ricordando che serve una visione integrata e di lungo periodo per affrontare le crisi. Ha chiesto maggiore coraggio politico, investimenti trasformativi e una partecipazione attiva del pubblico nei processi decisionali.
Strumenti operativi: ImpactWorks Alliance e ISO 53001
Nel corso dell’evento, Cristina Altomare (UNDP Rome Centre) ha presentato la ImpactWorks Alliance, un’iniziativa multilaterale promossa da UNDP e ISO, in collaborazione con Social Value International. L’Alleanza intende promuovere un approccio strutturato e sistemico allo sviluppo sostenibile, attraverso l’integrazione della sostenibilità nei processi decisionali pubblici e aziendali. Basata su strumenti riconosciuti a livello globale – SDG Impact Standards, linee guida PAS 53002 e il futuro standard ISO 53001 – l’Alleanza punta a creare coerenza tra framework esistenti, evitando la frammentazione. Attualmente in fase di co-design, sarà lanciata ufficialmente nel 2026.
Tra gli strumenti già attivi, è stato presentato PISTA (Platform for Investment Support and Technical Assistance), programma finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). PISTA ha l’obiettivo di
trasformare le strategie climatiche dei Paesi in via di sviluppo in progetti d’investimento concreti, colmando il divario tra ideazione e finanziamento. Fornisce assistenza tecnica e connette i progetti a potenziali investitori. Attualmente sostiene 16 progetti, con particolare focus sull’Africa e sugli SDG legati a clima, energia e ambiente⁴.
Il percorso Agenda 2030. Mind the Investmente Gap e le quattro prospettive di lavoro
Come Social Impact Agenda per l’Italia abbiamo infine condiviso i risultati del percorso “Agenda 2030 – Mind the investment gap!”, che ha coinvolto attori pubblici, privati e del terzo settore in una riflessione collettiva sugli approcci e gli strumenti di finanza a impatto per l’attuazione degli SDGs. Dal percorso – e in particolare da una prima Sperimentazione degli SDG Impact Standards da parte di 12 organizzazioni italiane – sono emerse quattro prospettive operative fondamentali:
1. Linguaggi – Promuovere un linguaggio comune per l’impatto basato sugli SDGs, che faciliti il dialogo tra attori diversi e rafforzi l’allineamento tra visione, pratiche e metriche.
2. Processi – Utilizzare gli standard come base per creare coerenza interna e trasparenza, favorendo verifiche indipendenti e confronti strutturati tra stakeholder.
3. Applicazioni – Integrare gli standard nei sistemi decisionali, di governance e di valutazione dell’impatto, sviluppando competenze operative solide.
4. Adozione trasformativa – Lavorare su partnership, piattaforme e prospettive di innovazione per un’adozione sistemica degli standard, in grado di abilitare cambiamenti duraturi.
Un percorso che apre percorsi, collaborare con SIA
Il confronto ha confermato che gli strumenti per trasformare gli impegni in azioni misurabili esistono. L’Italia può svolgere un ruolo strategico rafforzando il legame tra finanza pubblica, privata e multilaterale. Dalla ImpactWorks Alliance a PISTA, fino alla sperimentazione con gli SDG Impact Standards, i modelli ci sono: ora è il momento di renderli operativi, con coerenza, visione e capacità di collaborazione.
Per confronti e collaborazioni su sviluppi futuri del percorso “Agenda 2030. Mind the Investment Gap!”; potete scriverci a comunicazione@socialimpactagenda.it
Note:
1. Fonte: Sustainable Development Goals Report 2024, United Nations
2. Fonte: UNCTAD, SDG Investment Trends Monitor 2023
3. Fonte: UNDP (2024), Financing for Development Conference
4. Fonte: UNDP/MASE, PISTA Program
𝐒𝐈𝐀 𝟐𝟎𝟑𝟎 è il 𝐛𝐥𝐨𝐠 di Social Impact Agenda per l’Italia sulla 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐃𝐆𝐬.
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