Nota di advocacy di Chiara Buongiovanni, responsabile Advocacy e Comunicazione SIA.
Nel contributo alla consultazione sul Piano Sociale per il Clima, aperta dal MASE, Social Impact Agenda per l’Italia propone di valorizzare le complementarità con il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale attraverso la finanza a impatto, a partire dal ruolo già riconosciuto alle Comunità Energetiche Rinnovabili in entrambi i Piani.
Nel contributo alla consultazione sul Piano Sociale per il Clima (PSC), Social Impact Agenda per l’Italia (SIA) individua nella finanza a impatto una possibile leva per rafforzare le sinergie tra politiche climatiche e sociali.
La proposta parte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), riconosciute da entrambi i Piani per il loro contributo alla transizione energetica giusta e al contrasto della povertà energetica, e dalla possibilità di valorizzarne ulteriormente il potenziale sociale attraverso strumenti finanziari, partenariati e modelli di misurazione orientati all’impatto.
Il Piano Sociale per il Clima, risorse per una transizione giusta
Il Piano Sociale per il Clima definisce le misure e gli investimenti che l’Italia intende realizzare nell’ambito del Fondo Sociale per il Clima dell’Unione europea, istituito dal Regolamento (UE) 2023/955 per il periodo 2026-2032. Il Fondo è finalizzato ad attenuare gli effetti economici e sociali del nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per edifici e trasporto stradale (ETS2), sostenendo famiglie vulnerabili, microimprese vulnerabili e utenti vulnerabili dei trasporti. La versione del PSC del 6 agosto 2026, oggetto della consultazione, prevede risorse per circa 9,35 miliardi di euro, di cui 7,01 miliardi dall’Unione europea e 2,34 miliardi di contributo nazionale. Gli interventi si articolano in quattro componenti: edilizia (3,30 miliardi), comprendente riqualificazione energetica ed elettrificazione dei consumi; trasporto stradale (4,63 miliardi); sostegno diretto temporaneo al reddito, attraverso il Bonus sociale Energia Plus (1,34 miliardi); e assistenza tecnica (85 milioni).
Il ruolo delle CER nel Piano Sociale Clima
Il PSC riconosce le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) come uno strumento utile al contrasto della povertà energetica, evidenziandone i benefici economici e sociali e la capacità di favorire la partecipazione attiva delle famiglie vulnerabili e in condizione di povertà energetica. Il Piano prevede inoltre una sinergia tra gli sportelli provinciali per la povertà energetica e RENOSS, la rete già attiva a sostegno della costituzione delle comunità energetiche.
Più in generale, il PSC contempla attività di monitoraggio e valutazione dei risultati e dell’impatto sociale delle misure previste, senza individuare metodologie specifiche per la misurazione dei benefici generati dalle CER.
Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale, le CER e il richiamo a partecipazione e finanza a impatto
Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale, nella versione di luglio 2026, riconosce il contributo delle CER e delle cooperative energetiche alla transizione ecologica in chiave di equità e inclusione, valorizzandone la dimensione partecipativa e comunitaria.
Il Piano promuove inoltre, in chiave trasversale, il rafforzamento degli strumenti finanziari per l’economia sociale, richiamando esplicitamente la «finanza etica, mutualistica e ad impatto» tra gli approcci da valorizzare. Prevede anche lo sviluppo di riferimenti condivisi per la misurazione e la rendicontazione dell’impatto sociale.
Questi indirizzi hanno carattere generale e non definiscono uno strumento di finanza a impatto specificamente rivolto alle CER. Offrono però una base per esplorare nuove complementarità con il PSC. È su questo terreno che si colloca la proposta di SIA: applicare alle CER la prospettiva della finanza a impatto in chiave strategica e di integrazione delle politiche per favorire la mobilitazione di risorse e partenariati innovativi, la partecipazione delle famiglie vulnerabili e la misurazione dei benefici sociali e ambientali generati.
Una prospettiva coerente anche con la Raccomandazione (UE) 2026/1007 della Commissione europea, che promuove modelli di finanziamento capaci di ampliare l’accesso alle comunità energetiche, richiama l’esigenza di un’equa distribuzione dei benefici e raccomanda di valutarne e monitorarne gli impatti finanziari, sociali e ambientali.
La proposta di SIA: una regia interministeriale su CER e finanza a impatto
Per dare seguito alle complementarità tra i due Piani, SIA propone di valutare l’attivazione di uno spazio stabile di lavoro e confronto a regia interministeriale, dedicato alle possibili applicazioni della finanza a impatto alle Comunità energetiche innovabili, con il coinvolgimento strutturato e ampio degli stakeholder pubblici, privati, della finanza e dell’economia sociale.
Il confronto potrebbe concentrarsi su tre priorità: raccordare le misure e le risorse disponibili, valutare la fattibilità di strumenti di finanza mista (blended finance) e partenariati innovativi e sviluppare metodologie condivise per misurare gli impatti socio-climatici delle CER.
L’obiettivo non è introdurre necessariamente nuovi incentivi, ma esplorare come la finanza a impatto possa rafforzare il contributo delle comunità energetiche agli obiettivi dei due Piani, rendendo più accessibili e verificabili i benefici della transizione, in una prospettiva di transizione profondamente giusta.
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La proposta si inserisce nel percorso di ricerca e advocacy di SIA sulle CER a impatto, avviato con lo studio «Comunità Energetiche Rinnovabili a impatto. Modelli e strumenti di impact investing per la transizione giusta» (2024) e proseguito attraverso il Gruppo di Lavoro CER a Impatto e richiama parte del contributo alle consultazioni sul Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale.