Nel corso del primo semestre del 2026, il mercato italiano del private equity e del venture capital ha registrato un ammontare complessivo degli investimenti pari a 5,085 miliardi di euro, evidenziando una sostanziale tenuta rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-2%, a fronte di 5,215 miliardi nel I semestre 2025). È quanto emerge dai dati presentati da AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), in collaborazione con PwC Italia.

A fronte della stabilità dei volumi d’investimento, il rapporto evidenzia una forte flessione nella raccolta di nuovi capitali e nei disinvestimenti. Per quanto riguarda la r
accolta complessiva degli operatori, quest’ultima si è attestata a 674 milioni di euro, segnando una contrazione del 60% rispetto agli 1,703 miliardi del primo semestre 2025. I capitali sono stati raccolti da 21 operatori (contro i 29 del periodo precedente), con un’origine prevalentemente domestica (96%) e guidata da fondi pensione e casse di previdenza (29%).

Contratte anche le operazioni: il numero complessivo di investimenti è sceso del 21%, passando da 370 a 291 operazioni, distribuite su 207 aziende
. A sostenere l’ammontare totale sono stati 7 grandi deal con importo superiore ai 150 milioni di euro.

I disinvestimenti sono scesi a 1,183 miliardi di euro (valore calcolato al costo storico di acquisto), registrando un -57% rispetto al primo semestre 2025, pur con un numero di operazioni in leggero aumento (76 exit, +7%).

Per quanto riguarda la segmentazione di mercato, a trainare sono i mega buy-out. Nel dettaglio per tipologia di investimento:
  • Buyout: si conferma il primo comparto per risorse mobilitate con 3,306 miliardi di euro (+20% rispetto allo scorso anno) ripartiti su 69 operazioni, con un ruolo preponderante giocato dagli operatori internazionali e dalle operazioni di grandi dimensioni.
  • Venture Capital: registra il maggior numero di operazioni (188 deal, pari al 64,6% del totale), pur evidenziando un calo sia nel numero (-20%) che nell’ammontare complessivo (404 milioni di euro, -11%).
  • Infrastrutture e Expansion: gli investimenti in infrastrutture si attestano a 1,105 miliardi di euro su 13 operazioni (-35% in ammontare), mentre l’expansion ha registrato 92 milioni di euro ripartiti su 13 interventi.
Dal punto di vista settoriale, il comparto ICT guida la classifica per numero di operazioni con 111 investimenti (38% del totale), seguito dal settore medicale (42 operazioni). In termini di ammontare investito, prevalgono i beni e servizi industriali con 1,415 miliardi di euro (28%), seguiti dal settore manifatturiero-moda (827 milioni) e dai trasporti (817 milioni).

 

Sotto il profilo geografico, la quasi totalità delle operazioni sul territorio nazionale si conferma concentrata nell’Italia settentrionale (78%, pari a 200 operazioni su 258), con la Lombardia prima regione con 132 investimenti (51% del totale).

Consulta la presentazione dei dati AIFI