Il governo della Corea del Sud ha annunciato il varo del suo primo “Piano globale per la crescita economica basata sulla solidarietà sociale”. Il provvedimento strategico punta a strutturare e rendere autosufficienti le organizzazioni dell’economia solidale, elevandole ad attori centrali nella gestione e risoluzione delle problematiche territoriali maggiormente connesse alla vita quotidiana della popolazione, con particolare riferimento ai settori dell’assistenza sociale, dell’edilizia abitativa, dell’energia e delle comunità rurali e costiere.

Il piano, formulato congiuntamente dai ministeri competenti, è stato presentato dal Ministero dell’Interno e della Sicurezza durante una sessione del Consiglio di Stato presieduta dall’esecutivo. Per economia di solidarietà sociale le autorità sudcoreane intendono l’insieme delle attività economiche fondate sulla cooperazione e su modelli di gestione democratica che perseguono finalità di valore collettivo, includendo nel proprio perimetro operativo le imprese sociali, le cooperative e le reti di mutuo soccorso.

Secondo i dati ufficiali condivisi a corredo della riforma, il comparto sconta attualmente un divario dimensionale e macroeconomico sensibile rispetto ai principali standard internazionali. Allo stato attuale, l’economia solidale in Corea del Sud rappresenta lo 0,8% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e l’1,8% della quota occupazionale complessiva. Le criticità strutturali emergono anche dai dati microeconomici, che evidenziano per le organizzazioni del settore un fatturato medio di 588 milioni di won e una forza lavoro media limitata a 10,2 dipendenti per unità.

La roadmap governativa fissa obiettivi di crescita geometrica suddivisi in due fasi:

  • L’espansione del numero di imprese solidali leader (strutture con fatturato annuo superiore a 10 miliardi di won o con un organico pari o superiore a 100 dipendenti) dalle attuali 250 circa a 1.000 unità entro il 2030.

  • L’innalzamento della quota del PIL e dell’incidenza occupazionale generate dal settore fino al raggiungimento del 10% ciascuna entro il 2035.

Sul piano operativo e finanziario, l’esecutivo ha disposto un sensibile potenziamento delle linee di credito agevolato dedicate. Gli stanziamenti legati al programma statale “Smile Microfinance” (gestito dalla State Microfinance Agency) verranno incrementati dagli attuali 6 miliardi di won annuali a 15 miliardi di won.

Parallelamente, per consolidare la sostenibilità del comparto e favorire l’integrazione di tali dinamiche nel tessuto sociale, verranno avviati e diffusi modelli pilota focalizzati su quattro macro-aree a elevata domanda pubblica: la cura della persona, l’alloggio, l’approvvigionamento energetico e i servizi logistici per i villaggi agricoli e di pescatori.