Social Impact Agenda per l’Italia (SIA) ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea sulla revisione del General Block Exemption Regulation (GBER), il principale strumento che disciplina la compatibilità degli aiuti di Stato con il mercato interno.
La revisione in corso rappresenta un passaggio rilevante, in quanto introduce un riferimento esplicito alle imprese sociali all’interno del quadro GBER, in linea con gli obiettivi del Social Economy Action Plan e con l’attenzione europea verso la finanza a impatto.
In questo contesto, SIA ha contribuito alla consultazione in coordinamento con altri attori europei del network del GSG Europe, in particolare con i partner francesi rappresentati da FAIR, condividendo una posizione comune su un elemento ritenuto chiave nella proposta: i tempi di accesso agli strumenti di finanziamento del rischio.
Il focus dell’intervento: limiti temporali e accesso al risk finance
Pur accogliendo positivamente il riconoscimento delle imprese sociali nel GBER, SIA ha concentrato il proprio contributo su un aspetto specifico ritenuto critico: i limiti temporali previsti per l’accesso agli strumenti di finanziamento del rischio.
La proposta della Commissione mantiene un criterio rigido legato all’età dell’impresa: l’accesso agli strumenti di finanziamento del rischio previsti dal GBER resta infatti limitato alle imprese considerate “giovani”, ossia entro i sette anni dalla prima vendita commerciale, con una possibile estensione fino a dieci anni in casi specifici.
Secondo SIA, questo approccio, pensato principalmente per le startup e le PMI tradizionali, non riflette adeguatamente le traiettorie di sviluppo delle imprese sociali. Queste ultime affrontano spesso fabbisogni finanziari più strutturali e persistenti nel tempo, legati alla loro missione sociale, alla minore attrattività per gli investitori e ai tempi più lunghi necessari per raggiungere sostenibilità economica e impatto.
Le proposte di SIA condivise con i partner europei
In linea con la posizione condivisa da FAIR, SIA propone l’estensione della soglia temporale fino a vent’anni per le imprese sociali.
In alternativa, SIA propone l’introduzione di maggiore flessibilità, consentendo agli Stati membri di sostenere imprese oltre il limite dei dieci anni qualora persistano fabbisogni finanziari significativi, giustificati dal contributo dell’impresa ai bisogni sociali del Paese, agli obiettivi di policy pubblica e dalla presenza di persistenti fallimenti di mercato nell’accesso ai finanziamenti.
Verso un GBER più inclusivo
SIA sostiene la posizione per cui un adattamento delle regole sul risk finance è essenziale per garantire che il GBER rifletta pienamente le specificità delle imprese sociali e ne valorizzi il contributo allo sviluppo economico e sociale.
Un quadro più flessibile permetterebbe infatti di rafforzare il ruolo delle imprese sociali nel lungo periodo, sostenendo la loro capacità di generare impatto e di contribuire alle priorità strategiche europee, dalla coesione sociale alla transizione sostenibile.