La Commissione europea ha presentato lo scorso 20 novembre la sua proposta di modifica al regolamento sull’informativa sulla finanza sostenibile (SFDR), il quadro di trasparenza dell’UE per i prodotti finanziari che integra obiettivi ambientali o sociali.
Nello specifico, la Commissione propone di sopprimere gli obblighi di informativa a livello di entità per i partecipanti ai mercati finanziari per quanto riguarda i principali indicatori di impatto negativo. L’obiettivo, stando a quanto comunicato dalla Commissione, è razionalizzare l’informativa societaria nel quadro della finanza sostenibile, affrontando le attuali sovrapposizioni tra la direttiva sulla comunicazione societaria sulla sostenibilità e l’SFDR, in linea con il pacchetto di semplificazione Omnibus I della Commissione, presentato nel febbraio 2025. In futuro, solo i principali FMP soggetti alle soglie aggiornate nell’ambito della CSRD dovranno comunicare il loro impatto sull’ambiente e sulla società. L’eliminazione delle informative a livello di entità dall’SFDR riduce in modo significativo gli obblighi di comunicazione e i costi associati alla raccolta dei dati in un’ampia gamma di argomenti ambientali, sociali e di governance (ESG) ed elimina le duplicazioni.
La Commissione propone inoltre una riduzione significativa delle comunicazioni a livello di prodotto, limitandole ai dati disponibili, comparabili e significativi. “Concentrandosi sui criteri chiave alla base delle categorie di prodotti proposte, ciò fornirà ai fornitori maggiore chiarezza e certezza su come progettare e presentare le caratteristiche o gli obiettivi di sostenibilità dei loro prodotti, rendendoli più pertinenti e comparabili per gli investitori”, si legge nel comunicato stampa ufficiale della Commissione.
Altro punto chiave: la Commissione propone un sistema di categorizzazione per i prodotti finanziari che presentano dichiarazioni ESG che comprenderà tre categorie con criteri chiari, sulla base delle pratiche di mercato esistenti che sono state informate dai più recenti orientamenti normativi. Le categorie dovrebbero semplificare il percorso di investimento degli investitori al dettaglio nel prendere decisioni di investimento informate. Nello specifico, le categorie saranno:
- “Sostenibile”: prodotti che contribuiscono agli obiettivi di sostenibilità (ad esempio obiettivi climatici, ambientali o sociali), come gli investimenti in imprese o progetti che soddisfano già elevati standard di sostenibilità;
- “Transizione”: prodotti che incanalano investimenti verso imprese e/o progetti che non sono ancora sostenibili, ma che si trovano su un percorso di transizione credibile, o investimenti che contribuiscono a migliorare, ad esempio, il clima, l’ambiente o le aree sociali;
- “ESG Basics”: altri prodotti che integrano una varietà di approcci di investimento ESG ma non soddisfano i criteri delle summenzionate categorie di investimento sostenibili o di transizione (ad esempio, concentrandosi sui migliori risultati della categoria su una determinata metrica ESG, perseguendo rendimenti finanziari escludendo i peggiori risultati ESG).
I prodotti classificati in queste categorie dovranno garantire che almeno il 70% del portafoglio sia investito in linea con la strategia di sostenibilità dichiarata, ed escludere tutti gli investimenti in settori e attività considerati dannosi (dalla violazione dei diritti umani al tabacco, passando per le armi proibite e la filiera dei combustibili fossili non rispettosa delle limitazioni a norma di legge).
Soltanto i prodotti classificati nelle summenzionate categorie potranno impiegare le diciture ESG nei loro nomi e nei materiali di marketing.
La proposta della Commissione sarà ora sottoposta all’esame del Parlamento e del Consiglio, per un’ulteriore negoziazione prima dell’adozione del testo finale.
Fonte: Commissione europea, comunicato stampa del 20/11/2025
Proposta della Commissione europea di modifica al Regolamento SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation
(20 novembre 2025)
Come la proposta di revisione SFDR riconosce l’impact investing
Nel nuovo quadro SFDR, all’interno delle categorie di prodotti con obiettivi di sostenibilità o di transizione, viene introdotto un riconoscimento esplicito della pratica dell’impact investing.
Il testo sottolinea che gli investimenti a impatto hanno caratteristiche proprie e distintive, tra cui:
- intenzionalità: l’obiettivo dichiarato di generare un impatto ambientale o sociale positivo;
- misurabilità del cambiamento: il modello deve puntare a risultati concreti e misurabili in aree ambientali o sociali definite ex ante;
- theory of change: il fondo deve possedere una teoria del cambiamento esplicita, che spieghi come gli investimenti produrranno gli impatti attesi;
- reporting sugli outcome: i risultati devono essere rendicontati in modo trasparente.
La proposta afferma inoltre che:
- per i prodotti che perseguono impatti specifici (nell’ambito delle categorie “sustainability-related” e “transition-related”) devono essere previste disclosure aggiuntive e dedicate;
- l’uso del termine “impact” nel nome del prodotto deve essere limitato ai soli fondi che rispettano questi criteri rigorosi.
SFDR 2.0: cosa cambia? Novità, impatti pratici e punti di attenzione per la finanza sostenibile
Social Impact Agenda per l’Italia organizza il webinar “SFDR 2.0: cosa cambia? Novità, impatti pratici e punti di attenzione per la finanza sostenibile”, in programma il 2 dicembre 2025, dalle 15.00 alle 15.45, nel merito del ciclo “INSIDE IMPACT – Capire per Cambiare”.
La revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), da parte della Commissione europea, introduce aggiornamenti significativi nella classificazione dei prodotti finanziari, nella gestione dei dati di sostenibilità e negli obblighi di trasparenza per gli operatori. In questo webinar diamo una panoramica chiara e strutturata delle principali novità, evidenziando cosa cambia nella pratica per chi opera nella finanza sostenibile e per chi sviluppa o utilizza strumenti orientati all’impatto ambientale e sociale. Gli esperti illustreranno le implicazioni operative, i rischi da monitorare e le opportunità della riforma, affrontando anche uno dei temi più discussi: quale sarà il futuro dei prodotti di impact investing nel nuovo quadro normativo. La sessione si concluderà con uno spazio dedicato alle domande dei partecipanti, con un approccio accessibile anche a chi non ha una conoscenza specialistica della SFDR.