“Il Prodotto Interno Lordo (PIL) non è più sufficiente per valutare il reale benessere di una nazione”: con questa premessa, l’Independent High-Level Expert Group on Beyond GDP – istituito nel maggio 2025 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e copresieduto dagli economisti Kaushik Basu e Nora Lustig – ha presentato il report ufficiale “Counting What Counts: A Compass of Progress for People and Planet”. Il documento traccia una roadmap globale per integrare i tradizionali indicatori economici con parametri incentrati sulla sostenibilità, l’equità e la qualità della vita.

Secondo quanto rilevato dagli esperti, la crescita del PIL ha storicamente coesistito con forti disuguaglianze, degrado ambientale e un progressivo calo di fiducia nelle istituzioni pubbliche. Il report evidenzia come al PIL siano state richieste risposte su dinamiche sociali per le quali non era mai stato progettato.

La proposta dell’ONU non mira ad abbandonare questo indice economico, bensì ad affiancarvi un quadro concettuale in cui il progresso venga inteso come un “benessere equo, inclusivo e sostenibile”, esteso sia alle generazioni presenti che a quelle future.

Il cuore operativo del rapporto è un cruscotto (dashboard) composto da 31 indicatori universali, strutturato su quattro componenti chiave:

– Principi fondamentali: incentrati su pace, diritti umani e rispetto per il pianeta.

– Benessere attuale: volto a misurare le condizioni di vita reali delle persone, tra cui il lavoro, la salute, l’istruzione, la coesione sociale e la qualità istituzionale e ambientale.

– Equità e inclusione: una dimensione trasversale per valutare la povertà, le disuguaglianze e le disparità tra i diversi gruppi di popolazione.

– Sostenibilità e resilienza: focalizzata sulla misurazione dei capitali futuri (prodotto, umano, sociale, istituzionale e naturale) per garantire la tenuta della società nel tempo.

Per facilitare un’adozione immediata, circa la metà di questi parametri attinge direttamente dai dati già raccolti per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’ONU. Il framework introduce tuttavia elementi storicamente trascurati dalle statistiche ufficiali, come la misurazione della coesione sociale e del benessere soggettivo.

L’effettivo valore della proposta dipenderà dal suo effettivo livello di adozione politica e statistica. A questo proposito, il report definisce compiti specifici per ciascun attore dell’ecosistema globale:

  • I Governi nazionali sono chiamati a istituire e pubblicare regolarmente i propri cruscotti di progresso, integrandoli nei processi centrali di pianificazione politica, bilancio e rendicontazione.

  • Il sistema ONU e le organizzazioni internazionali dovranno elaborare il rapporto globale annuale “Beyond GDP” e integrare questi nuovi criteri di benessere nelle decisioni di finanziamento e nella classificazione dei Paesi.

  • La comunità statistica internazionale, sotto la guida della Commissione Statistica dell’ONU, avrà il compito di affinare le metodologie di rilevazione, in particolare nei contesti a bassa capacità tecnica e nei paesi in via di sviluppo.

Il successo dell’iniziativa, si legge nel documento, “richiederà investimenti strutturali nei sistemi statistici e un costante impegno politico internazionale, identificando nei prossimi processi intergovernativi l’opportunità decisiva per fissare queste nuove norme globali”.

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