Disponibile online il Report “Cantieri Viceversa 2025 – Network finanziari per il terzo settore”, frutto della settima edizione della Summer School promossa dal Forum Nazionale del Terzo Settore e dal Forum per la Finanza Sostenibile, con la rinnovata partnership scientifica di Social Impact Agenda per l’Italia.
Il lavoro di Cantieri Viceversa mira a rafforzare l’alleanza tra Terzo Settore e mondo della finanza sostenibile, promuovendo nuove soluzioni finanziarie a supporto degli ETS per un futuro più equo e sostenibile.
L’edizione 2025 ha dato il via a un nuovo format, focalizzando i dibattiti su due temi strategici e di grande attualità per l’infrastrutturazione sociale del Paese: il social housing e il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Il Report, presentato lunedì 10 novembre a Roma durante l’evento conclusivo della settima edizione di “Cantieri Viceversa”, sottolinea come, in Italia, la rigenerazione urbana e sociale non costituisca solo una questione tecnica o finanziaria, ma un processo culturale che può restituire valore pubblico a spazi marginali. Il Terzo Settore è chiamato a un ruolo cruciale per trasformare gli “spazi” (come un immobile confiscato o abbandonato) in “luoghi” vivi, relazionali e di cittadinanza attiva.
Durante l’evento, Chiara Buongiovanni, Responsabile Advocacy e Comunicazione SIA e membro della Cabina di Regia dell’evento, ha presentato il contributo dell’Associazione nel merito del Report, riguardante, in particolare, i temi legati alla misurazione e alla valutazione dell’impatto sociale. L’obiettivo della Summer School è stato infatti anche quello di comprendere come: inserire la valutazione orientata all’impatto nei progetti di social housing/riqualificazione dei beni confiscati; coinvolgere e includere i diversi stakeholder in una strategia orientata all’impatto sociale; misurare l’impatto sociale degli investimenti legati ai progetti svolti.
In questo senso, il report evidenzia che la valutazione d’impatto non è solo un onere burocratico, ma un “processo politico e strategico” che richiede visione e indicatori flessibili e tailor-made, in grado di rendere i risultati comparabili anche nei prodotti finanziari.
Un tema centrale affrontato nel report è la necessità di risorse stabili per il riuso dei beni confiscati, migliaia dei quali restano inutilizzati e inutilizzabili per l’assenza di fondi per la ristrutturazione. Il rapporto lancia un appello chiaro: è urgente e necessario destinare una quota stabile del Fondo Unico di Giustizia (FUG) alla messa in sicurezza, ristrutturazione e riattivazione dei beni confiscati.
Questa mossa trasformerebbe il riuso da “progetto episodico” in una vera e propria “infrastruttura sociale del Paese”, trasformando un atto di giustizia penale in una politica di coesione territoriale.