Nell’ottobre 2024, in occasione della presentazione della legge finanziaria, il governo britannico aveva annunciato l’avvio di tutte le procedure necessarie a creare un nuovo Veicolo per l’investimento a impatto sociale (“Social Impact Investment Vehicle”), finalizzato alla mobilizzazione degli investimenti privati che comportano impatti sociali positivi. A tal fine, nel gennaio di quest’anno, il Segretario Capo al Tesoro Darren Jones istituiva il “Social Impact Investment Advisory Group” – SIIAG, gruppo consultivo per gli investimenti a impatto sociale, – composto da decisore politico, investitori a impatto, enti locali, gestori patrimoniali, investitori istituzionali, rappresentanti della società civile – al fine di sostenere lo sviluppo del Veicolo.
Dopo aver prodotto un Rapporto intermedio, a seguito del quale il Governo Britannico ha istituito il Better Futures Fund, fondo da 500 milioni di sterline nato con l’obiettivo di abbattere le barriere alle opportunità per 200.000 bambini e giovani vulnerabili, lo scorso 3 novembre, il SIAAG pubblicato il Report finale “Mobilising the Impact Economy as Partners in National Renewal”. Il documento contiene opinioni e raccomandazioni dedicate alla mobilitazione efficace del capitale a impatto sociale, analizza il lavoro già svolto dal Governo a tal proposito e offre una visione a lungo termine su di esso e sulla sua direzione con una roadmap programmatica. Inoltre, è stato istituito l’Office for the Impact Economy, nuovo sportello unico attraverso cui gli investitori a impatto, la filantropia e le aziende purpose-driven, possono collaborare con il governo e accrescere il loro impatto sociale in tutto il Regno Unito.
Il Report “Mobilising the Impact Economy as Partners in National Renewal” delinea una tabella di marcia pratica, pensata per guidare il Governo nello sblocco del capitale e della progettualità necessari per realizzare un decennio di rinnovamento nazionale, adottando un “mobilisation mindset” e lavorando strategicamente con l’economia a impatto. Questa nuova visione prevede l’uso del capitale pubblico non solo per finanziare direttamente, ma per attrarre e sbloccare investimenti privati e risorse esterne. Lo scopo è massimizzare l’impatto e trasformare le ambizioni nazionali in risultati tangibili attraverso una profonda e reciproca collaborazione con l’economia a impatto.
Il primo passo fondamentale, si legge nel Report, è creare una struttura governativa coerente e una leadership di alto livello che funga da campione per l’agenda dell’impatto. Si raccomanda di istituire una guida ministeriale dedicata e di creare un Ufficio per l’Economia dell’Impatto interministeriale e ben finanziato. Tale ufficio fungerebbe da punto di riferimento unico per tutti gli stakeholder esterni, garantendo coordinamento strategico, impegno a lungo termine e visibilità globale nel settore.
Per rendere la nuova mentalità operativa, il rapporto suggerisce di integrarla nei processi decisionali quotidiani. Ciò implica l’adozione del principio “match first/leverage approach” nella progettazione delle politiche, nei business case e negli appalti. Questa integrazione richiede una massiccia attività di formazione per i funzionari pubblici, supportata dalla creazione di infrastrutture come la Local Investment Enablement Facility (LIEF), al fine di superare le barriere burocratiche e replicare rapidamente i successi ottenuti attraverso progetti-guida.
Infine, il Rapporto si concentra sulla rimozione degli ostacoli normativi e fiscali per liberare capitali privati e aziendali. Si chiede l’attuazione di riforme mirate che chiariscano i doveri fiduciari per i fondi pensione, modernizzino le norme sulle donazioni (come il Gift Aid e i lasciti) e integrino l’investimento a impatto nella consulenza patrimoniale. Tali azioni sono cruciali per garantire che l’economia dell’impatto possa partecipare pienamente al rinnovamento nazionale su una scala significativa.
Consulta il Report “Mobilising the Impact Economy as Partners in National Renewal”