Presentata la quattordicesima edizione 2025 dell’Osservatorio su Finanza e Terzo Settore, realizzata dal Gruppo Intesa Sanpaolo con il supporto scientifico di AICCON Research Center. L’indagine, condotta nei mesi di febbraio e marzo 2025 su un campione rappresentativo di 350 fra cooperative sociali e imprese sociali, si è concentrata sui fabbisogni finanziari e sulle prospettive evolutive dell’imprenditorialità sociale italiana.

Nello specifico, lo studio ha esplorato il rapporto fra quest’ultima e gli istituti di credito, l’utilizzo della finanza a impatto sociale e le prospettive future del settore. Il campione è prevalentemente composto da cooperative sociali di tipo A (54,0%) e organizzazioni “longeve”, con l’80,8% costituito da almeno 11 anni.

La ricerca delinea un panorama caratterizzato da luci e ombre, contraddistinto sia da elementi di stabilità nel rapporto con il sistema bancario, sia da segnali che evidenziano una crescente complessità ed esigenze non pienamente soddisfatte nei confronti delle organizzazioni non profit.

Fiducia e insoddisfazione: un bilancio in chiaroscuro

La relazione tra le organizzazioni del Terzo Settore e gli istituti di credito si mantiene in generale positiva: oltre il 75% degli enti si dichiara soddisfatto. Il fattore chiave di gradimento è individuato nella qualità del capitale umano delle banche (38,4%), riaffermando l’importanza cruciale del rapporto fiduciario e della competenza professionale.

Tuttavia, il quadro è appesantito da un aumento sensibile dell’insoddisfazione, cresciuta di oltre 11 punti percentuali nell’ultimo triennio. Le imprese sociali percepiscono un disallineamento tra la domanda e l’offerta effettiva, specialmente per quanto riguarda strumenti finanziari dedicati o soluzioni che travalichino la semplice erogazione di credito.

Il report riscontra altresì delle differenze fra i soggetti intervistati: le cooperative A e le S.r.l. chiedono strumenti personalizzati per la valutazione del merito creditizio, i consorzi valorizzano i partner bancari capaci di investire in progettualità complesse, mentre le cooperative B richiedono un ruolo della banca esteso alla consulenza e al networking.

Priorità del Terzo Settore: l’urgenza del credito dedicato

Si registra un’inversione di tendenza: la priorità per oltre la metà del campione è rappresentata da un’offerta di servizi di credito dedicata, un’indicazione in forte crescita (+14 punti percentuali), mentre diminuisce la richiesta di un ruolo consulenziale. Ciò suggerisce un bisogno immediato e concreto di accesso a finanziamenti specifici.

La collaborazione con le banche è richiesta in relazione a specifiche sfide sociali, quali: contrasto alle povertà (finanziaria, materiale, educativa); generazione di occupazione; accesso ai servizi di cura e assistenza.

Si notano inoltre differenze regionali: al Nord prevale l’attenzione al contrasto delle povertà, al Centro all’occupazione, e al Sud all’accesso ai servizi di cura e assistenza.

Nodi critici: servizi non finanziari e finanza a impatto

Un aspetto critico emerso dall’indagine è la distanza tra offerta e utilizzo dei servizi non finanziari (consulenza, supporto). Quasi la metà delle banche li offre, ma solo l’11,2% delle organizzazioni ne usufruisce. L’ambito di maggiore interesse per la domanda è la formazione, con una netta crescita della richiesta di percorsi sulla misurazione dell’impatto sociale (+30 punti percentuali), seguita da fundraising e welfare aziendale.

La finanza a impatto sociale, la valutazione d'impatto e il credito

Sul fronte della finanza a impatto sociale, il dato più critico è il calo della conoscenza complessiva: solo il 31,6% del campione dichiara di conoscerne gli strumenti, con un arretramento di oltre 12 punti percentuali dal 2020. Questo segnala una difficoltà strutturale a radicare la FIS in Italia. Nonostante ciò, l’interesse futuro è in crescita: il 39,2% delle organizzazioni dichiara di volerli utilizzare, con un incremento complessivo di oltre 13 punti rispetto all’edizione precedente, dimostrando un elevato potenziale di crescita. I finanziamenti agevolati e i social bond restano i prodotti più noti.

Il tema della valutazione di impatto sociale è connesso alla finanza a impatto sociale. La quota di chi la considera indispensabile per il futuro è quadruplicata in un anno, passando dal 6% al 26,4%, principalmente per migliorare l’efficacia interna. Tuttavia, la connessione con il sistema bancario è debole: solo il 28% dichiara di avere rapporti con banche che integrano indicatori non economico-finanziari (di impatto) nella valutazione del merito creditizio.

Fabbisogni finanziari e l’ostacolo delle garanzie

La propensione a investire si riduce: poco più della metà delle organizzazioni ha investito nell’ultimo triennio. L’autofinanziamento è la principale fonte di copertura (48%), mentre il ricorso al credito bancario scende al 26,2%.

Il nodo delle garanzie si conferma l’ostacolo più rilevante. Un’organizzazione su tre si è rivolta alle banche, ma in oltre il 40% dei casi le domande parzialmente accolte sono state respinte per insufficienza di garanzie. Il ricorso a strumenti di garanzia di terzi, come il Fondo Centrale, ha contribuito a mitigare il problema, ma si è raddoppiato anche l’uso di garanzie proprie, segnalando un fabbisogno strutturale di strumenti di mitigazione del rischio più accessibili.

Guardando al futuro, solo due organizzazioni su cinque prevedono nuovi investimenti. Le priorità sono focalizzate sul capitale umano e sul ripensamento dei modelli organizzativi, segno che le imprese sociali puntano a rafforzare la propria capacità interna.

Outlook dell’Impresa Sociale: un’analisi condotta per le cooperative sociali

Anche quest’anno, accanto all’Osservatorio è stato pubblicato l’Outlook Intesa Sanpaolo dell’Impresa Sociale, un’indagine svolta da Ipsos Italia e AICCON, in collaborazione e con il patrocinio di Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali e CGM, dedicata al sentiment e alle prospettive future di un campione di cooperative sociali.

Costi crescenti, scarsità di personale, e una forte attenzione nei riguardi degli strumenti finanziari da parte delle imprese sociali sono alcuni degli elementi rilevati dallo studio. Resta immodificata la consapevolezza dell’importanza di costruire partnership più robuste con banche e PA per favorire lo sviluppo e l’inclusione.

Il punto di vista di SIA nelle parole della Segretaria Generale, Anna Voltolini

“L’Osservatorio Finanza e Terzo settore e L’Outlook sono strumenti importanti per la costruzione di conoscenza condivisa e accessibile su un tema complesso come il rapporto tra il Terzo settore e la finanza. È interessante mettere in relazione le discontinuità rilevate, le transizioni e le tensioni che emergono dai dati con le potenzialità rappresentate nel nuovo framework del Piano d’azione nazionale sull’economia sociale. Il ruolo degli attori della finanza a impatto assume una connotazione non solo fondamentale per innovare la gestione ordinaria migliorando gli strumenti disponibili anche in chiave impact ma anche proponendosi come partner strategico per la PA e per le imprese, come ecosistema in grado di catalizzare nuovi capitali e di sperimentare nuove soluzioni e modelli di investimento”, ha commentato Anna Voltolini, Segretaria Generale SIA, durante l’evento di presentazione dei due documenti, lo scorso 30 ottobre, a Milano.

 

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