Valutazione di Impatto Generazionale: la Camera approva in via definitiva il disegno di legge

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge che introduce la Valutazione di Impatto Generazionale (Vig), rendendola uno strumento obbligatorio per l’analisi preventiva delle nuove normative. L’approvazione, avvenuta il 29 ottobre 2025, inserisce l’analisi degli effetti di lungo periodo sul benessere delle generazioni future all’interno del processo legislativo. 

L’introduzione della Vig risponde all’obiettivo di promuovere l’equità intergenerazionale, come sancito dalla riforma del 2022 dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

Ogni nuova legge, quindi, dovrà essere esaminata non solo sotto il profilo finanziario, ma anche in relazione ai suoi potenziali effetti sociali e ambientali sul medio e lungo periodo, con particolare attenzione all’impatto sui giovani e sulle generazioni non ancora nate.

La Valutazione di Impatto Generazionale sarà integrata nell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (Air), già prevista per i provvedimenti del Governo (ad eccezione dei decreti-legge).  

La legge prevede l’istituzione di un organo centrale con funzioni di controllo e supporto per assicurare che il principio della Vig venga applicato in modo efficace. È quindi prevista la nascita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’Osservatorio nazionale per l’impatto generazionale delle leggi. Questo nuovo organismo avrà funzioni di monitoraggio sulla reale promozione dell’equità intergenerazionale nella produzione normativa, analisi, studio e proposta di possibili strumenti per definire e attuare gli obiettivi della Vig.

Il Governo dispone ora di sei mesi per adottare i decreti attuativi che definiranno nel dettaglio i criteri e le modalità operative con cui la Vig dovrà essere eseguita, stabilendo anche il funzionamento e l’organizzazione dell’Osservatorio. L’istituzione e il funzionamento dell’Osservatorio dovranno avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 

L’approvazione è stata definita da più parti come un “traguardo storico” per l’Italia, in quanto eleva il principio di sostenibilità a criterio centrale del processo politico. La misura mira a indirizzare le politiche pubbliche verso una visione di benessere sostenibile e duraturo, riducendo il rischio di decisioni basate esclusivamente sul consenso immediato o sul breve termine.