In un contesto di crescente consapevolezza sull’importanza di un equilibrio tra crescita economica, coesione sociale e giustizia ambientale, l’economia sociale emerge come componente fondamentale delle infrastrutture sociali del Paese. Un’indagine condotta da “Percorsi di Secondo Welfare”, la prima Expert Survey dedicata al settore, ha coinvolto oltre 100 studiose ed esperti per analizzare traiettorie, criticità e prospettive future.

La survey, dal titolo “L’economia sociale in Italia” ha esplorato diverse dimensioni dell’economia sociale, inclusi i suoi legami con il welfare pubblico, i settori di maggiore presenza e gli obiettivi perseguiti. Tra i risultati più significativi, emerge che nei prossimi 5 anni la sostenibilità economica rappresenterà la principale sfida per le organizzazioni del settore.

Gli esperti intervistati sottolineano la necessità che l’economia sociale non si limiti a soddisfare bisogni attuali, ma sia proattiva nell’anticipare le future trasformazioni sociali e ambientali, consolidando il suo ruolo cruciale nello sviluppo sostenibile del Paese. 

Dalla survey emerge che il concetto di economia sociale è ancora incerto e presenta diverse interpretazioni tra gli esperti. Molti esperti si rifanno alla definizione europea, ma ci sono visioni diverse che enfatizzano aspetti strutturali, valoriali e processuali. Le definizioni variano da un focus sulle organizzazioni non profit a una visione più relazionale e valoriale. La pluralità di significati rende difficile la creazione di indicatori e politiche condivise.

L’economia sociale è vista dagli intervistati come un complemento necessario al welfare pubblico, che ha dei limiti nel rispondere ai bisogni sociali. Nello specifico, l’86,4% degli esperti concorda sul fatto che il welfare pubblico può solo parzialmente rispondere ai bisogni sociali. Le organizzazioni dell’economia sociale sono riconosciute come supporto fondamentale per il welfare.

Nella survey emerge che i settori in cui l’economia sociale ha un impatto significativo includono l’inclusione sociale e l’assistenza. Il 71,4% degli esperti indica l’inclusione sociale dei gruppi vulnerabili come il settore principale. Altri settori importanti includono l’assistenza agli anziani (51,6%) e i servizi per l’infanzia (41,3%). Solo il 23% degli esperti menziona l’assistenza sanitaria come un settore di forte presenza dell’economia sociale.

L’economia sociale contribuisce in modo significativo al raggiungimento di vari obiettivi nel welfare. Il 63,9% degli esperti ritiene che l’economia sociale contribuisca molto alla copertura di nuovi bisogni sociali. Il 60,3% concorda sulla promozione di reti multi-attore come un obiettivo chiave. L’innovazione dei servizi è vista come un’area di contributo importante (46,7%).

Le risposte degli esperti indicano diverse leve per lo sviluppo dell’economia sociale nel welfare. Oltre il 90% degli intervistati concorda sulla necessità di formazione e valorizzazione economica del lavoro. L’86,9% sottolinea l’importanza della leva finanziaria e 85,8% dei processi collaborativi. Solo il 64,9% ritiene che eventi esogeni possano favorire lo sviluppo dell’economia sociale.

Il Terzo Settore ha un ruolo misto nell’economia sociale, con valutazioni sia positive che critiche. L’82,4% degli esperti ritiene che il Terzo Settore debba costruire alleanze con tutti i soggetti territoriali. Solo 53,5% concorda sul fatto che il Terzo Settore abbia sufficienti competenze per contribuire allo sviluppo dell’economia sociale.

Prospettive future: gli esperti intervistati indicano la necessità di affrontare la digitalizzazione, la sostenibilità e l’inclusione sociale come sfide principali. La collaborazione tra attori diversi è vista come cruciale per il futuro dell’economia sociale.

La sostenibilità economica è vista come la principale sfida per lo sviluppo dell’economia sociale: il 55,6% dei rispondenti indica la sostenibilità economica come priorità. Le organizzazioni affrontano vulnerabilità strutturali, aggravate da incertezze nei finanziamenti pubblici e rialzi dei costi. Altre sfide includono innovazione di prodotti/servizi (38,1%) e potenziamento delle competenze (35,7%).

Riguardo i fattori di impatto nei prossimi 5 anni, i cambiamenti demografici sono considerati il fattore più impattante sull’economia sociale da parte degli intervistati. Il 63,5% dei rispondenti menziona i cambiamenti demografici come una preoccupazione principale. Seguono l’aumento delle disuguaglianze (53,2%) e la polarizzazione sociale (43,7%).
Altri fattori includono condizioni macroeconomiche (33,3%) e carenza di forza lavoro competente (24,6%).

L’economia sociale è vista come un elemento centrale del sistema di welfare italiano. La maggior parte degli esperti ritiene che il welfare pubblico non possa più rispondere da solo ai bisogni sociali. L’economia sociale è riconosciuta principalmente nei servizi alla persona, ma meno in ambiti strategici come sanità e lavoro. Esiste una pluralità di visioni sull’economia sociale, che crea ambiguità nelle politiche pubbliche.

La survey riporta delle raccomandazioni per lo sviluppo dell’economia sociale, sottolineando come necessarie una serie di azioni strategiche per rafforzare la stessa. “È fondamentale chiarire la definizione di economia sociale e allineare le normative. Investimenti nelle risorse umane e nella formazione sono essenziali per valorizzare il lavoro sociale. Sviluppare capacità valutative e strumenti di accountability è cruciale per l’accesso ai finanziamenti” si legge nel documento.