📅 E’ passato poco più di un mese dal GSG Global #Impact Summit 2021. 3 giorni di incontri, 50 sessioni virtuali e più di 1.100 partecipanti.

❓ Cosa ci siamo portati dietro da questa esperienza? Quali novità, quali urgenze, quali obiettivi?

👉🏻 Scopri i concetti chiave che noi di Social Impact Agenda per l’Italia abbiamo selezionato per voi: https://bit.ly/3CGS510 

SIA partecipa alla consultazione pubblica della Platform on Sustainable Finance della Commissione Europea sulla tassonomia sociale

Per orientare l’allocazione di capitale verso attività economiche che siano realmente svolte a beneficio delle persone e del pianeta sono necessarie criteri e metriche di impatto ben definite.

In questi anni si sono diffusi numerosi standard per la misurazione di impatto sociale, evidenziando una crescente attenzione intorno a questo tema. Tuttavia, la grande eterogeneità tra i molteplici approcci di misurazione confonde, sia le imprese che gli investitori, e crea rischi di social washing. È diventato quindi urgente sviluppare un quadro di riferimento comune e condiviso per tutti gli stakeholder.

Da qui nasce la proposta della Platform on Sustainable Finance della Commissione Europea di creare una tassonomia sociale condivisa a livello europeo. A luglio 2021 la Piattaforma ha pubblicato un documento in bozza per avanzare una proposta di tassonomia sociale, costruita sulla base di norme e principi internazionali, come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e i Principi Guida delle Nazioni Unite per le imprese e i diritti umani. Contestualmente è stata aperta una consultazione pubblica per coinvolgere tutti gli stakeholder rilevanti, investitori, intermediari finanziari, aziende e società civile, e raccogliere il loro feedback.

Social Impact Agenda per l’Italia ha partecipato alla consultazione attraverso una nota di commento, consultabile qui.

SIA apprezza con favore lo sviluppo della tassonomia sociale, che aiuterà ad integrare gli aspetti sociali nella strategia di finanza sostenibile dell’Unione Europea a sostegno di una transizione giusta, ancora più necessaria rispetto alle conseguenze della pandemia da COVID19.

È fondamentale che la tassonomia sia un incentivo per le imprese a innovare i loro modelli di business verso pratiche di sostenibilità; per gli investitori ad allocare i capitali verso attività che promuovono obiettivi sociali (lavoro dignitoso, comunità inclusive e sostenibili, accesso all’assistenza sanitaria e alloggi di qualità).

Ci attendiamo un quadro coerente che dia importanza tanto agli aspetti sociali quanto a quelli ambientali, che sia inclusivo anche delle piccole e medie organizzazioni, e consenta una corretta gestione degli impatti positivi e negativi, attesi e inattesi, per gli stakeholder.

Insieme all’Impact Investing Institute partecipiamo alla campagna All4Climate – Italy 2021, in preparazione al Pre-COP26 Summit, la ventiseiesima Conferenza delle Parti sulla Convenzione ONU per il cambiamento climatico.

Il 29 settembre, dalle 15 alle 16.30, co-ospitiamo quindi un evento dedicato ai Green+ Bonds, obbligazioni verdi, sovrane e aziendali, in grado di procurare co-benefici sociali positivi e misurabili.

L’evento illustrerà il funzionamento di queste nuove obbligazioni, che associano il finanziamento all’azione per il clima ai benefici sociali, metterà in evidenza il loro potenziale di impiego e mostrerà altri esempi di strumenti finanziari innovativi. Negli ultimi anni, infatti, la finanza verde è cresciuta notevolmente e si prevede che gli investimenti a impatto ambientale diventeranno sempre più numerosi. Le misure ambientali però non possono prescindere da quelle sociali, a cui sono interconnesse in modo inestricabile. Per questo gli investimenti sostenibili e verdi, per fornire un reale impatto positivo su larga scala, dovranno necessariamente tener conto anche del loro impatto sulle persone, sulle società, sui mezzi di sussistenza e sulla salute.

Questi nuovi strumenti offriranno un modo promettente attraverso il quale il capitale pubblico e privato potrà essere mobilitato per finanziare una transi zione globale giusta verso un pianeta a zero emissioni nette, raggiungere l’Accordo di Parigi e soddisfare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

Per iscriverti all’evento, clicca qui.

 

Gli speakers dell’evento:

 

Sarah Gordon – Chief Executive, Impact Investing Institute

Filippo Montesi – Secretary General, Social Impact Agenda per l’Italia

Arunma Oteh – Academic Scholar, University of Oxford and former Vice President and Treasurer, The World Bank

Nick Robins – Professor in Practice for Sustainable Finance, LSE’s Grantham Research Institute

Davide Iacovoni – Director General of Public Debt at the Treasury Department of Ministry of Economics and Finance, Italy

 

 

 

 

Social Impact Agenda per l’Italia è alla ricerca di un/una professionista per un incarico consulenziale di supporto alle attività di ricerca e advocacy dell’associazione in materia di finanza a impatto e di politiche europee e nazionali rilevanti allo sviluppo di questo mercato.

Chi siamo

Social Impact Agenda per l’Italia (SIA) nasce per diffondere l’esperienza degli investimenti ad impatto sociale e dimostrare che è possibile realizzare una nuova economia che integri sostenibilità economica e impatto sociale positivo. SIA è un’associazione aperta e inclusiva, si propone di aggregare tutte le realtà che in Italia sono coinvolte nella sfida dell’impact investing: investire per l’impatto e non solo per il profitto.

Al fine di creare un ecosistema che favorisca queste realtà e rafforzi l’imprenditorialità sociale in Italia Social Impact Agenda per l’Italia intende:

  • Sviluppare e condividere la conoscenza sul settore degli investimenti ad impatto e sull’imprenditorialità sociale;
  • Alimentare il dialogo e lo scambio di esperienze a livello internazionale anche alla luce della partecipazione nel Global Social Impact Investment Steering Group costituito dalla Social Impact Investment Taskforce;
  • Sviluppare le relazioni tra i soci e con le altre organizzazioni che si occupano del tema;
  • Consolidare e diffondere pratiche di valutazione d’impatto sociale attuabili, accessibili, e significative nel settore privato, pubblico e privato sociale;
  • Contribuire allo studio di strumenti di investimento ad impatto sociale orientati al raggiungimento di risultati sociali misurabili nelle politiche degli attori privati e pubblici e alla misurazione di tali risultati.

Descrizione delle attività richieste

  • Redazione di note tecniche e report sugli argomenti trattati dall’associazione;
  • Monitoraggio e analisi degli sviluppi rilevanti della legislazione e delle politiche dell’Unione Europea e nazionale;
  • Partecipazione a riunioni e incontri di advocacy dell’associazione;
  • Coordinamento con il Segretariato dell’associazione e con il Comitato scientifico.

Profilo e requisiti del/la candidata/o

  • Almeno 5 anni di esperienza lavorativa;
  • Laurea specialistica o dottorato, preferibilmente in scienze economiche, politiche o sociali;
  • Ottima conoscenza di economia, impresa e finanza a impatto sociale;
  • Ottima conoscenza delle politiche comunitarie e della programmazione europea, in particolare degli strumenti del Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) e della Banca Europea per gli investimenti (BEI);
  • Ottima competenza di progettazione, in particolare di quella europea;
  • Competenza nell’utilizzo di strumenti informatici (pacchetto Office);
  • Capacità di lavorare in modo indipendente, collaborativo, creativo e propositivo;
  • Buone doti comunicative scritte e orali;
  • Ottima conoscenza dell’italiano e dell’inglese, sia scritto che orale;
  • La conoscenza di altre lingue è positivamente considerata.

Luogo e tempi

Collaborazione da settembre a dicembre 2021
Sede: Roma

È possibile collaborare a distanza con regolari riunioni online e limitati incontri presenziali in sede.

Per candidarsi

Posizione aperta sin dalla data di pubblicazione. Scadenza per l’invio delle candidature: entro il 22 agosto 2021.

La candidatura deve essere inviata a segreteria@socialimpactagenda.it, inserendo nell’oggetto il seguente riferimento: “Candidatura Espertɘ Advocacy e Ricerca”.

Si prega di allegare il proprio CV aggiornato e una lettera motivazionale. Sarà particolarmente apprezzata l’inclusione di una referenza e una lista dei lavori e delle attività più recenti realizzate.

Saranno ricontatti solo i candidati che verranno selezionati per l’intervista, a partire dagli inizi del mese di settembre.

 

Scarica la vacancy in pdf

Di seguito, il comunicato stampa pubblicato da AdEPP per comunicare la sua adesione a Social Impact Agenda per l’Italia.

 

“Condividiamo la costruzione di un’economia sostenibile e a impatto sociale”

 L’Assemblea dell’AdEPP, l’associazione degli Enti di previdenza privati e privatizzati, ha deliberato di aderire all’associazione “Social Impact Agenda per l’Italia”, il network italiano degli investimenti ad impatto sociale, condividendo i valori rappresentati e il progetto della costruzione di una nuova economia che integri sostenibilità economica e impatto sociale positivo.

Le Casse di previdenza private, da tempo infatti, nel rispetto della loro mission primaria, si interessano a nuovi strumenti di investimento competitivi ed innovativi capaci di dare risposte anche ai nascenti bisogni di sostenibilità ambientale, impatto sociale, welfare e servizi alla persona.

L’Adepp offrirà il proprio contributo per il raggiungimento delle finalità indicate nella policy dell’associazione, partecipando attivamente al confronto, allo scambio di esperienze e alla promozione degli investimenti ad impatto sociale nonché promuovendo lo sviluppo di una cultura della sostenibilità a tutti i livelli, anche orientando a tale scopo le strategie di investimento.

 

Roma 25 febbraio 2021

Parte il 9 settembre fino all’11 il Global Steering Group for Impact Investment Summit. «Sarà un momento decisivo per mettere a sistema una prima riflessione organica sulle risposte alla crisi Covid da parte del mondo della finanza e degli investimenti ad impatto sociale», sottolinea la presidente Social Impact Agenda per l’Italia.

Si susseguono settimane in cui la storia cambia rotta. Siamo incastrati con preoccupazione tra la memoria di un inverno drammatico, il tentativo di un’estate di ripresa e la paura di una seconda ondata autunnale. E non possiamo perdere luciditá, né confonderci sull’orizzonte e gli obiettivi da raggiungere. La crisi sociale ed economica da Coronavirus ci inchioda a un fatto non piú opinabile: le disuguaglianze stanno esplodendo e senza risposte efficaci ai nuovi bisogni sociali emergenti il rischio di instabilitá è elevatissimo. Lo ha scandito Mario Draghi nel cuore di agosto, senza mezze parole: il futuro delle giovani generazioni é a rischio. Dobbiamo uscirne dalla porta dell’innovazione e della riscrittura di un modello sociale che faccia leva su inclusione, contrasto ai cambiamenti climatici e uso generativo delle tecnologie. La finanza e gli investimenti possono tracciare una rotta nuova senza più deragliare sul binario sterile della speculazione e dello spreco. Finanza e investimenti possono disegnare il campo di una nuova stagione in cui il “debito buono” sia capace di farsi strada sul “debito cattivo” e la valanga di fondi in arrivo grazie agli accordi in sede Ue sia direzionata con forza nel produrre innovazione insieme ad impatto sociale e ambientale positivo, in coerenza con una conversione del modello di sviluppo predominante.

Bisogna, peró, scalare le marce, come abbiamo chiesto al premier Giuseppe Conte agli Stati Generali, sperimentando senza indugi gli strumenti progettuali della “impact economy “. Serve il coraggio di vincolare una buona parte dei fondi in arrivo a uno schema nuovo, in cui si sia capaci di evitare sprechi e si riescano a mordere i problemi legati al ritardo tecnologico ed educativo, alla crisi ambientale, alle nuove povertá e alla protezione sociale delle fasce piú colpite dalla crisi. Per farlo ci vuole innanzitutto una straordinaria capacità progettuale. Vanno varate batterie di progetti pubblico-privati forieri di valore sociale, educativo, ambientale che peró bisogna avere poi il coraggio di misurare con lo strumento della valutazione d’impatto. Un neo keynesianesimo puó essere la strada. In cui non scaviamo buche, ma apriamo strade, soluzioni alle necessitá reali: evitare che si moltiplichino le povertá educative tra i ragazzi, liberare nuove possibilitá per le giovani generazioni, mitigare l’isolamento delle aree interne (che hanno bisogno, ancora una volta, di un grande progetto nazionale), immaginare nuove forme di mutualismo (legato per esempio all’abitare insieme tra gli anziani) e di rigenerazione urbana.

Su come affrontare la fase “recovery” dopo la crisi Covid si preparano le giornate del summit mondiale del GSG, il Global Steering Group for Impact Investment, network internazionale della finanza ad impatto sociale. Il world summit si svolgerá 9, 10 e 11 settembre in una versione tutta virtuale, ma ad altissimo potenziale innovativo, con una piattaforma messa a punto ad hoc per facilitare la partecipazione da remoto e il networking, tanto nelle sessioni plenarie quanto nelle “breakout sessions”, ovvero tavoli di lavoro ristretti tematici. Al di lá di un format tecnologico avanzato, il summit del GSG si preannuncia come un momento decisivo per mettere a sistema una prima riflessione organica sulle risposte alla crisi Covid da parte del mondo della finanza e degli investimenti ad impatto sociale. Il presupposto è chiarissimo: la crisi economica legata alla pandemia ha peggiorato i meccanismi di redistribuzione della ricchezza, innescando nuovi conflitti. Ci sono nuovi bisogni sociali emergenti che chiedono risposte forti e immediate e investimenti ad impatto sociale mirati, capaci di assicurare una maggiore giustizia sociale e ambientale grazie alla collaborazione tra pubblico e privato e alla triangolazione tra investitori, attori politici e imprese sociali puó essere la soluzione a molti dei nuovi problemi in corso. Il concetto chiave é quello di “impact recovery” e la sfida gigante ma imprescindibile é quella di persuadere i governi a investire i fondi del recovery plan in progetti capaci di generare valore sociale. Sono oltre 100 le organizzazioni che hanno aderito alla tre giorni del GSG. Non solo “impact investors”, ma ma anche imprese sociali, esponenti istituzionali, agenzie governative legate al mondo della cooperazione e dello sviluppo e i 28 National Advisory Board che rappresentano 32 paesi e le istituzioni dell’Unione Europea. Non ci sottrarremo dal dare il nostro contributo propositivo, alle soglie peraltro della presidenza italiana del G20. Non possiamo affrontare l’autunno caldissimo che ci attende con armi spuntate. Il tempo dello “shock Covid” é alle nostre spalle. Serve, adesso, una reazione all’altezza della smisurata complessitá del problema. La rivoluzione impact é stata annunciata tante volte in questi anni. É tempo di passare dalla teoria alla pratica. Ne va del nostro futuro. Questa volta, davvero, non possiamo sbagliare.

Qui il programma completo del world summit GSG

*Giovanna Melandri, presidente Social Impact Agenda per l’Italia e Human Foundation

Articolo pubblicato da Vita.it