Modelli di risposta ai nuovi bisogni sociali e possibili scenari di riforma

Il position paper presentato nel corso dell’incontro organizzato da Social Impact Agenda lunedì 19 giugno a Milano, vuole offrire un contributo al dibattito concernente le possibili strategie di riforma del sistema di welfare italiano.

 

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Un anno dopo il lancio dei Contrat à Impact Social

A quasi un anno dal lancio dell’iniziativa dei Contrat à Impact Social francesi e dal lancio del primo bando per selezionare idee progettuali ad alto impatto sociale, 2 Contrat sono stati firmati e 3 progetti sono in fase di contrattualizzazione. I Contrat à Impact Social sono degli strumenti Pay for Success nei quali la Pubblica Amministrazione si impegna a  pagare, e in alcuni casi anche a premiare, programmi sociali gestiti e finanziati da privati in proporzione al raggiungimento dei risultati sociali prefissati e in seguito alla misurazione dell’impatto sociale prodotto.

In totale nel 2016, ben 38 proposte progettuali sono state raccolte dal Comitato di Selezione che, oltre ai 5 progetti già menzionati e giunti in fase di implementazione, ha selezionato altre 6 proposte ritenute valide per il loro alto livello di innovazione e per il grado avanzato di sviluppo.

Per ognuno di questi 6 progetti è stata avviata un’ulteriore fase istruttoria, che servirà a determinare se vi sono le condizioni per attivare dei contratti su queste sperimentazioni che coinvolgeranno la Pubblica Amministrazione, l’organizzazione sociale ed un finanziatore privato.

La maggior parte di queste proposte si focalizza sulla questione dell’inclusione lavorativa: l’organizzazione Aitre propone per gli utenti delle sue residenze sociali un programma di accompagnamento nella ricerca di un lavoro stabile; Le Cravate Solidarie vuole creare un luogo, aperto a coloro in cerca di un impiego, dove prepararsi per i colloqui e dove trovare abiti e strumenti adatti per sostenere delle interviste di lavoro; Wimoov intende migliorare l’accesso al mercato del lavoro attraverso un portale on line dove esperti offrono un accompagnamento via telefono o internet; Solidarités Nouvelles punta a coinvolgere una fascia di popolazione disoccupata in un programma di impieghi solidali con lo scopo di facilitare il loro rinserimento nel mondo del lavoro.

Vi è anche altro, però, oltre all’inclusione lavorativa: il progetto presentato da Medicins du Monde ha l’obiettivo di creare un’alternativa al carcere per i condannati con gravi problemi psichici o fisici attraverso alloggi e servizi di accompagnamento. Invece l’organizzazione Action Tank Enterprise & Pauvreté intende restaurare 20 cooperative abitative in stato di degrado, senza generare un onere eccessivo per i residenti.

Il termine per inviare le proposte progettuali è scaduto il 1° febbraio, entro il 30 marzo il Comitato di Selezione avrà scelto i progetti adatti per divenire dei Contrat à Impact Social.

Una volta firmato il Contrat, secondo il classico schema degli strumenti Pay for Success, l’investitore privato potrà erogare i fondi per sostenere il programma, mentre un ente esterno valuterà i risultati sociali dell’iniziativa e in caso di successo la Pubblica Amministrazione rimborserà l’investitore.

 

EFSI Equity Instruments l’iniziativa per rafforzare l’impact investing europeo

Nell’ambito del piano Junker per lo sviluppo degli investimenti prende il via l’iniziativa European Fund for Strategic Investments – Equity Instruments, lanciata dalla Commissione Europea, insieme allo European Investment Fund – EIF e alla Banca Europea per gli Investimenti, al fine di rafforzare gli investimenti ad impatto sociale.

Il lancio di questo nuovo set di strumenti parte dal presupposto che gli imprenditori privati possano avere un ruolo sempre maggiore nel risolvere i problemi sociali sia a livello globale che a livello locale e che perseguire un obiettivo sociale non esclude la possibilità di un ritorno economico. Tuttavia, secondo le analisi del FEI, uno dei principali ostacoli sulla strada delle imprese sociali è l’accesso al capitale necessario per avviare e sviluppare le imprese che in questo settore infatti ricorrono spesso ad altri tipi di finanziamenti che variano dai contributi pubblici ai fondi privati.

L’iniziativa EFSI Equity Instrument nasce per sostenere l’ecosistema degli investimenti ad impatto sociale attraverso meccanismi innovativi rivolti ad intermediari finanziari con l’obiettivo di favorire la crescita delle imprese sociali che hanno dimostrato negli ultimi anni di poter generare al contempo impatto sociale positivo e rendimento economico.

I tre strumenti di impact investing previsti dall’EFSI Equity Instruments sono complementari tra di loro in quanto sono tarati sui diversi stadi di crescita delle imprese sociali e prevedono:

  • Investimenti in fondi che siano legati ad incubatori e acceleratori, focalizzati principalmente sulle prime fasi di sviluppo delle imprese, a partire da quella pre-commerciale;
  • Co-investimenti con business angels, validi per ogni stadio di sviluppo dell’impresa;
  • Investimenti in schemi di Payment-by-Results/Social Impact Bond.

La call rivolta ad intermediari finanziari che operano con imprese ad impatto sociale rimarrà aperta fino a maggio 2018.

L’ammontare massimo di ogni investimento non può superare i 50 milioni e deve rappresentare un cofinanziamento che varia da un minimo del 7.5% ad un massimo del 50%.

Questo intervento mira a rafforzare il focus sociale del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI) per favorire il raggiungimento degli obiettivi EU 2020 per una crescita sostenibile ed inclusiva.

Per maggiori informazioni: 

EFSI Equity Instrument 

EFSI Equity Instrument Guidance for social impact investors

 

Il video di presentazione di Social Impact Agenda per l’Italia

In occasione della presentazione pubblica di Social Impact Agenda per l’Italia gli attori del network hanno raccontato le loro iniziative ad impatto sociale e hanno avviato un confronto con la pubblica amministrazione sulle sfide dell’innovazione sociale.

Lo scenario internazionale degli investimenti ad impatto sociale

AGGIORNAMENTI DAL PLENARY MEETING DEL GLOBAL SOCIAL IMPACT INVESTMENTS STEERING GROUP

Con il nuovo motto Add Impact si sono concluse le due giornate dell’incontro annuale del Global Social Impact Investments Steering Group – GSG. L’incontro si è tenuto a Lisbona ospitato presso la sede della Gulbenkian Foundation e ha riunito attori diversi tra cui rappresentanti delle organizzazioni non profit, imprese sociali, fondi ad impatto, policy makers, investitori, tutti appartenenti agli Advisory Board Nazionali che in questa occasione hanno potuto mostrare i progressi fatti nel settore dell’impact investing.

È giusto infatti parlare di progressi considerando che a livello globale nell’ultimo anno sono state 12.000 le transazioni di investimenti ad impatto sociale e che tutti i principali fondi della finanza tradizionale hanno aperto le porte al nuovo paradigma dell’impact investing. Anche se la percentuale di investimenti ad impatto sociale rappresenta ancora solo lo 0,1% del totale, questa percentuale ha ampi margini di crescita, soprattutto se si considera la possibilità di raggiungere il mercato retail.

Alcune rilevanti esperienze di investimenti ad impatto sociale riguardano l’implementazione degli strumenti Payment by Result, il cui esempio più noto è quello dei Social Impact Bonds – SIB. L’impiego dei SIB è in continua crescita, infatti nel 2013 i SIB attivi erano 38 mentre oggi sono 61, tra cui 32 in UK, 10 negli USA e 2 in Canada. La maggior parte dei SIB si concentra su programmi di inserimento lavorativo e una caratteristica comune è la dimensione ridotta, sia dell’investimento, sia del numero dei beneficiari coinvolti che si attesta in media sotto le 2.000 persone.

Il Brookings Institute, che ha riportato questi ultimi dati aggregati sui SIB, ha sottolineato come questi si sono rivelati fondamentali soprattutto per concentrare l’attenzione sui risultati sociali conseguiti, migliorare la managerialità nella gestione degli interventi sociali, incentivare la collaborazione, diffondere una cultura della valutazione e promuovere l’importanza della prevenzione nel sociale.

Novità interessante sempre nell’ambito degli strumenti Payment by Result riguarda l’esperienza francese dei Contrat à impact social lanciati dalla Francia in primavera, i quali consentono ad un investitore privato di finanziare un programma sociale innovativo e di avere, in caso di successo, una remunerazione del capitale da parte dell’amministrazione pubblica che affida la valutazione dei risultati ad un ente esterno.

Il bando ha raccolto in breve tempo 70 domande, 4 progetti sono stati selezionati e dovranno essere strutturati perché si possa avviare il contratto, i settori coinvolti sono: educazione; creazione di posti di lavoro in ambito rurale (microcredito); assistenza familiare; punti vendita di prodotti locali in aree in difficoltà.

Inoltre, il GSG ha dedicato grande attenzione anche alle esperienze cosiddette profit with purpose, rappresentate dalle Benefit Corporation. Ad oggi infatti le BCorp certificate o riconosciute legalmente sono circa 2000 e sono presenti in 20 Paesi, di queste 300 sono state certificate solo negli ultimi 2 anni. Su questo fronte, particolare attenzione ha ricevuto la nuova legge italiana che riconosce le Società Benefit, secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti.

Il settore degli investimenti ad impatto sociale ha ancora molto da sperimentare. Ad esempio il Portogallo che ha ospitato il Plenary Meeting ha destinato 3 anni fa 150 milioni di euro di fondi strutturali per sostenere l’innovazione sociale partendo da 4 pilastri: venture philantropy, capacity building, social impact bonds e social innovation fund.

Ad oggi l’impiego di questi fondi è rallentato dalle difficoltà di far incontrare la domanda e l’offerta nel mercato degli investimenti ad impatto sociale. Ciò non di meno, il Governo portoghese ha ribadito l’importanza dell’innovazione sociale per il futuro del Paese e ha messo in campo una serie di azioni volte a riaffermarne l’importanza.

Lo European Investment Fund, dal canto suo, agisce per facilitare l’accesso delle imprese sociali al mercato dei capitali e a questo proposito sta studiando una piattaforma di sviluppo degli strumenti Payment by Result a livello europeo che dovrebbe attivare capitali privati da connettere con investitori istituzionali e aggregare le transazioni. In questo modo gli investitori potrebbero comprare portafogli differenziati composti da strumenti Payment by Result di diversi Paesi UE.

Allo stesso modo, Darren Walker, Presidente della Ford Foundation, ha ribadito l’importanza di mobilitare capitali privati aggiuntivi per ridurre le diseguaglianze, continuando a spronare le fondazioni americane ancora troppo legate alla formula del grant, nonostante il Dipartimento del Tesoro degli USA abbia riconosciuto alle fondazioni la possibilità di fare investimenti ad impatto sociale.

Il Plenary Meeting del GSG non è stato solo un momento per confrontare i diversi sistemi Paese per disegnare il futuro del mercato degli investimenti ad impatto sociale ma è stata anche l’occasione di presentare numerosi esempi concreti e buone partiche, tra questi diversi fondi impact hanno presentato le loro strategie di investimento mentre alcune imprese sociali hanno descritto i loro modelli di business.

Il fondo impact New Venture Mexico, ad esempio, ha riportato la sua storia: nato come incubatore e acceleratore di imprese sociali, per favorire la sua missione ha dovuto sviluppare un fondo di social venture così da poter sostenere le impese a cui forniva assistenza. Il fondo di nome Adobe Capital ha raccolto 20 milioni, ad oggi ha all’attivo 6 investimenti, con una crescita del portfolio dell’80% in tre principali settori: housing sociale, sanità, educazione.

Un interessante modello di impresa sociale, invece, è quello dell’Academia de Codigo portoghese che ha sviluppato un programma di inserimento lavorativo per giovani disoccupati laureati tramite una formazione nella programmazione, infatti il tasso di placement in ambito IT è quasi del 100% e il risparmio per lo Stato nel recupero dei NEET è interessante. L’Academia ha ricevuto oltre 2000 domandeer partecipare ai corsi e sta differenziando l’offerta di servizi per concentrarsi anche su target più specifici come detenuti o rifugiati.

Anche quest’anno quindi il Plenary Meeting del GSG ha rappresentato un importante momento di confronto internazionale, ma soprattutto ha dimostrato che attori della finanza tradizionale, del settore pubblico e non profit, dell’imprenditoria possono perseguire un obiettivo comune: aggiungere impatto sociale alle proprie azioni ovvero Add impact.

La piattaforma di proposte per l’Italia e per la Cooperazione Internazionale

Social Impact Agenda per l’Italia ha presentato a Roma il 24 maggio 2016 la piattaforma di proposte per consentire lo sviluppo degli investimenti ad impatto sociale in Italia e nelle azioni di cooperazione internazionale. Sono intervenuti, tra gli altri, Claudio De Vincenti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation e di Social Impact Agenda per l’Italia, e i soci di Social Impact Agenda per l’Italia.

programma 23.05.2016 Social Impact Agenda

Il Programma della Giornata

I due documenti presentati sono contributi di riflessione che raccolgono e aggiornano le 40 raccomandazioni presentate nel 2014 in occasione della pubblicazione del Rapporto “La Finanza che include”.


In allegato:

LA PIATTAFORMA PER LA SOCIAL IMPACT AGENDA PER L’ITALIA

IMPACT INVESTING PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO


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Nasce Social Impact Agenda per l’Italia

La finanza e il sociale insieme per lo sviluppo degli investimenti ad impatto sociale in Italia

Si è costituita oggi Social Impact Agenda per l’Italia; l’associazione nasce per raccogliere l’esperienza dell’Advisory Board italiano (ADB) della Social Impact Investment Taskforce (SIIT), promossa durante la Presidenza britannica del G7 nel 2013.

La missione dell’Associazione è di monitorare lo stato di avanzamento delle 40 raccomandazioni e contribuire alla loro realizzazione e di rafforzare l’imprenditorialità sociale attraverso lo sviluppo dell’ecosistema italiano degli investimenti ad impatto sociali.

L’obiettivo condiviso da tutto l’ADB italiano è di capitalizzare l’esperienza virtuosa degli ultimi due anni che ha visto operatori del settore, imprese sociali, investitori, centri di ricerca, realtà produttive, istituzioni pubbliche, intermediari finanziari, confrontarsi sul ruolo e le potenzialità degli investimenti ad impatto sociale nella prospettiva dell’innovazione e delle radicali trasformazioni che interessano il nostro Paese.