LA SFIDA DELLA FINANZA AD IMPATTO

Oltre la finanza convenzionale per un ciclo di investimenti generativi di valore sociale e ambientale.

È arrivato finalmente anche in Italia il momento di realizzare la rivoluzione impact per contribuire concretamente ai Sustainable Development Goals (SDGs) e avviare una ripresa virtuosa, equa e sostenibile della nostra economia. Social Impact Agenda per l’Italia (SIA) nasce nel contesto del Global Steering Group for Impact Investment (GSG), rete mondiale degli investitori ad impatto, per promuovere l’ecosistema della impact economy in Italia, verso un nuovo ciclo di investimenti pubblici e privati che integrino sostenibilità economica e valore sociale e ambientale, come necessaria evoluzione e superamento dei criteri ESG. La “finanza ad impatto sociale” è quella finanza che oltre alle dimensioni del rischio e del rendimento finanziario include intenzionalmente la dimensione dell’impatto generato, positivo, misurabile e addizionale. Caratteristiche che rendono quest’asset class di investimenti un potente e concreto strumento per lo sviluppo sostenibile, ponendo l’attenzione non solo sul volume di risorse finanziarie ma soprattutto sulla qualità e le modalità di erogazione delle medesime.

Per qualità intendiamo la tempestività nel raggiungere persone e imprese, la rilevanza rispetto ai bisogni dei gruppi più vulnerabili maggiormente colpiti dalla pandemia, l’efficacia nello spendere le risorse e nel rispondere a tali bisogni e soprattutto l’impatto generato.

Se la pandemia COVID-19 nel suo drammatico irrompere ha creato bisogni che richiedono di risposte immediate, d’altra parte ha anche evidenziato l’insostenibilità dell’attuale modello economico, richiamando la necessità di interventi sistemici che producano cambiamenti reali, rispetto alle crescenti diseguaglianze, al cambio climatico, alla perdita di coesione sociale e agli indicatori di benessere.

Sarebbe un grave errore prendere oggi decisioni senza includere sistematicamente la dimensione dell’impatto nella finanza pubblica e privata. Il nuovo domani si pianifica oggi.

 

POSSIBILI LINEE D’INTERVENTO DI FINANZA AD IMPATTO SOCIALE

Già dal 2013 SIA ha sviluppato un’agenda per gli investimenti a impatto in Italia, purtroppo, ampiamente inapplicata. Facciamo ancora riferimento a quel documento per un’esaustiva analisi degli strumenti e delle leve da attivare. Oggi è urgente intervenire per la ripresa post pandemia sviluppando finalmente gli strumenti della finanza ad impatto, per generare occupazione e uno sviluppo equo e sostenibile. Nel paniere degli strumenti dell’Impact investment ci sono molti prodotti e schemi finanziari: Social Impact Bonds, Development Impact Bonds, Social Equity, Social Venture funds, Social Bonds, Green Bonds e Outcome Funds.

Anche alla luce delle esperienze internazionali più virtuose, in particolare oggi, chiediamo al

governo di:

1) Considerare la creazione diffusa di Outcome Funds. Fondi che attivano partenariati pubblico-privati in cui il contratto abbia per oggetto la soluzione di problemi sociali complessi e finalizzati ad indirizzare capitali privati per promuovere politiche pubbliche innovative. L’outcome funds infatti remunera l’impatto sociale generato da un investimento sulla base del risultato sociale raggiunto e misurato (Pay by Result).

In Europa e nel mondo esistono molti esempi di modelli Pay by Result con interessanti evidenze d’impatto; segnaliamo in particolare i casi della Francia, Finlandia, Portogallo e Israele.

In Francia sono attivi 7 Contrats a impact social, per esempio nell’area dell’inclusione socio-lavorativa e dell’istruzione nelle aree rurali; in Finlandia sono stati sperimentati Social impact bonds, finalizzati alla creazione d’impiego per persone rifugiate e immigrate; in Portogallo è stato creato il Fundo Social che opera con lo stesso schema in vari settori; e in Israele menzioniamo in particolare il Social impact bond che interviene nella prevenzione di malattie croniche come il diabete.

La sperimentazione di questi strumenti può avvenire in molteplici settori. In precedenti incontri con il presidente Conte e con il ministro Gualtieri si erano indicate varie aree e modalità di sperimentazione. Inoltre, gli outcome funds sarebbero soluzioni funzionali all’attuazione di diverse proposte del Piano di “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” (cosiddetto Piano Colao), tra cui menzioniamo la scheda 6 (Emersione lavoro nero), scheda 14 (Riqualificazione disoccupati), scheda 19 (sostegno e patrimonializzazione di imprese sociali), schede 40 e 41 (Edilizia abitativa ed Edilizia sociale), scheda 51 (Città Creative) e scheda 56 (Potenziamento competenze museali).

Oggi alla luce della grave recessione post Covid gli investimenti privati debbono essere dunque attivati anche per risolvere problemi sociali acuti e persistenti. Per questo chiediamo al governo di sperimentare i modelli Pay by Result nelle seguenti aree:

  • Outcome fund per la creazione di lavoro per NEET e lavoratori espulsi dal mercato del lavoro a causa della pandemia
  • Outcome fund per la riqualificazione di aree urbane degradate
  • Outcome fund per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne e dei borghi storici
  • Outcome fund per la prevenzione e la cura sociosanitaria individualizzata attraverso modelli innovativi
  • Outcome fund per il sostegno alle famiglie, all’infanzia e alle persone con diverse abilità

Questi ed altri Outcome Fund potrebbero sostenere la ripresa verso il raggiungimento degli SDGs, riducendo la dispersione delle risorse finanziarie, efficientando la spesa pubblica, facendo leva su una diffusa propensione imprenditoriale e creando incentivi verso il raggiungimento dei risultati sociali individuati.

Nell’immediato i fondi stanziati da REACT-EU, disponibili già per la programmazione 2014-2020, potrebbero sostenere alcune sperimentazioni; mentre nel prossimo futuro il programma Next Generation EU nonché i fondi del MES rappresentano essenziali fonti di finanziamento per il rilancio economico e per la sanità.

2) Introdurre la misurazione e rendicontazione d’impatto sociale nell’ambito della finanza pubblica e privata per orientare meglio e maggiormente le risorse economico-finanziarie verso le iniziative che generano più valore sociale.

È arrivato il tempo in Italia, come indicato anche da Confindustria, di introdurre, da una parte, approcci basati sull’evidenza rispetto ai risultati della finanza pubblica, dall’altra criteri d’impatto nell’orientamento degli investimenti pubblici.

  •  A livello nazionale sarebbe opportuno ampliare l’obbligo di misurazione dell’impatto sociale a più ambiti in relazione ai bandi promossi dalla PA per il finanziamento di progetti, per esempio ai fondi per il sostegno all’infanzia ed alle famiglie oppure ai fondi per la formazione e l’inserimento lavorativo. Rendere obbligatoria la valutazione dell’impatto prodotto dal progetto, a fianco della rendicontazione economico-finanziaria, consentirebbe un controllo serrato sull’efficienza e sulla pertinenza della spesa pubblica ed una pianificazione “chirurgica”nell’allocazione delle risorse.
  • A livello locale proponiamo di rafforzare la pianificazione strategica territoriale focalizzata sul raggiungimento degli impatti sociali, approfondendo l’applicazione della legge 328/2000; Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;
  • Nel settore privato è fondamentale favorire la condivisione e la convergenza rispetto ai modelli e agli strumenti di misurazione e rendicontazione d’impatto sociale, al fine di promuovere lo sviluppo di un mercato trasparente ed adeguatamente concorrenziale. Di particolare interesse è l’iniziativa internazionale “Impact Weighted Accounts”, promossa da GSG e ONU con la Harvard Business School a cui partecipa SIA, di sviluppo di metodologie condivise di integrazione del bilancio economico-finanziario con quello sociale e ambientale.

3) Azioni volte a sviluppare il mercato degli strumenti finanziari a impatto sociale.

  •  Introdurre forme di fiscalità di vantaggio per i prodotti finanziari ad impatto sociale, in particolare per gli investimenti venture ed equity, che sostengono la patrimonializzazione di fondi e aziende che perseguono finalità sociali, e per tutti quei finanziamenti, comprese le obbligazioni (green e social bonds) che perseguono intenzionalmente impatti positivi, misurabili e addizionali.
  • Il ruolo dei fondi pensione è risultato strategico per lo sviluppo della finanza a impatto sociale nel mondo. Pertanto, richiediamo che anche in Italia i nuovi mandati dei fondi pensione includano criteri qualitativi d’impatto sociale per rafforzare il valore e l’inclusività delrisparmio gestito.
  • Spingere affinché le istituzioni finanziarie europee (FEI e BEI) e la nostra CDP sviluppino maggiormente linee finanziarie (facility) dedicate ai coinvestimenti nella finanza generativa e a impatto sociale.
  • Iniziative di scale-up e impact investment readiness delle imprese sociali, sia attraverso piattaforme finalizzate a favorire la standardizzazione, l’interoperabilità e la replicabilità dei servizi sia attraverso azioni di capacity building innovativo e tecnologico.
  • In sede europea indurre tutti gli Stati dell’UE a ridurre i coefficienti di assorbimento di capitale, riconoscendo un livello di rischio inferiore per le imprese sociali, una sorta di Social Supporting Factor, simile allo SME Supporting Factor introdotto dalla Commissione Europea per le PMI.